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Papaveri

Rossi papaveri ondeggiano tra il grano e sui cigli delle strade
come capitani coraggiosi che incitano le proprie truppe.
Io mi fermo ad ammirare tutto questo
come a rubarne le dolci movenze.
Quella danza è lieve, armoniosa e magica
come lo sono quelle della natura.
Aspetto che i movimenti rallentino per andarmene via lontano
come infastidita, stranamente, annoiata e demotivata.
Ma non trovo scampo, tutto è così magistralmente diretto ed interpretato
come con i pensieri che restano immobili in malate menti.
Non c'è via d'uscita, salvezza o positiva soluzione
come delle somme errate di continuo.
Asincrone mosse impiegano, quasi fossero anni, preziosi minuti
come guasti orologi a cucù dai quali non smette di cantare l'uccellino.
Finalmente tutto ritorna alla normalità
come se nulla fosse stato.
Io, pur restando la stessa, ho imparato ciò che non si riesce a spiegare
come chi ha capito la VERITA' .
Non c'è più danza, colore e magia eppure quei rossi papaveri sono ancora qui
come dipinti su tela e chiusi in una discreta cornice.
Sento salva la mia anima, quasi non ricordo più cosa sia successo, non distinguo più il reale dall'irreale
come effettivamente matta in questa mia vita!



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Opera scritta il 03/11/2014 - 13:32
Da Cristina Valente
Letta n.1833 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


scusa ma questo brano l'ho letto su internet molto tempo fa.....forse molto lo hai scritto molto tempo fa

loretta margherita citarei 04/11/2014 - 08:08

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Anziché matta, direi ESTETA, e con successo...Direi anche dotata di buon carattere, positivo. Bella poesia, pittorica. Serena vita, Cristina! Vera

Vera Lezzi 04/11/2014 - 04:31

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