Muto č il desiderio dellultima culla
reboante il silenzio che guarda
lė dentro, nel raso morbido e crudele.
reboante il silenzio che guarda
lė dentro, nel raso morbido e crudele.
E le fronde dellautunno si inchinano
al copertoio come mani supplici che,
mute, gridano pietā.
I cipressi cavano la terra dritti,
lenti, e senza turbare le urne
imbronciate dal tempo.
Mistico č il ricordo del turibolo, carico
di olibano, dei paramenti lindi,
dei congiunti come segugi in lacrime.
Stolta, invece, la prosa infantile di
convenevoli estinti; quel succube inciso
sulla pietra č affamato di carne buia.
Mai pių tornerai, anima errante.
Poesia scritta il 24/04/2025 - 21:38Letta n.521 volte.
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