Poggiato al davanzale
con affaccio sul mondo
godo di quel che resta
della sua grazia
abrasa dall’umana follia
che con rinnovata incuranza
l’hanno sfregiata.
con affaccio sul mondo
godo di quel che resta
della sua grazia
abrasa dall’umana follia
che con rinnovata incuranza
l’hanno sfregiata.
Stasera
sul palcoscenico cosmico
è in scena la luna
con le fulgide ancelle:
sentinelle
di amanti avvinti
nel crogiolo della passione.
I tenui raggi laccati d’argento
sono fili intrecciati
che il mare riflette dintorno
creando luci
e penombre
dove si proiettano cauti
i miei pensieri.
Aspetterò il sorger del sole,
quando la luce cangiante
illuminerà gli ambiti oscuri
del mio sentire,
nella speranza
che possa sciogliere i nodi
intricati
dei miei turbamenti.
Poesia scritta il 16/10/2026 - 17:47Letta n.9 volte.
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