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BUGIE INACCETTABILI

Stefania, come tutti i lunedì mattina, va in ospedale per fare la chemioterapia. Adesso ne ha “solo” più sette da fare di “quelle più leggere”. Il rituale è sempre lo stesso: appena arriva le pongono la solita sfilza di domande inerenti al covid, tipo : ha avuto contatti con persone positive al covid?, le misurano la temperatura, le fanno disinfettare le mani. Quindi va a sedersi insieme agli altri pazienti su comode poltrone ben distanziate le une dalle altre, in seguito viene chiamata per il prelievo del sangue. Dopo un’ora e a volte anche di più, arrivano i risultati e allora la dottoressa fa accomodare Stefania nello studio. Anche oggi le chiede come ha trascorso la settimana. Lei risponde che i disturbi causati dalla chemio son sempre gli stessi, ma per fortuna sostenibili. La dottoressa le comunica: “Gli esami vanno discretamente bene, i globuli bianchi sono un po’ al di sotto dei parametri, ma non impediscono la somministrazione della terapia.” Questa volta è l’infermiera Graziana ad accompagnarla in una stanza a tre letti e le indica la sua postazione. Gentilmente le chiede: ”Come stai Stefania?” “Abbastanza bene, sabato ho festeggiato il mio compleanno e mio marito mi ha portato un sontuoso mazzo composto da ben tredici rose rosse!”
“Accidenti che bravo, ce ne sarebbero degli uomini che dovrebbero imparare dal tuo, a noi donne fa piacere ogni tanto ricevere dei fiori.”
“Graziana, sai, quest’anno è un anno un po’ particolare per me…e così a lui è venuto anche questo gentile pensiero.”
“Son contenta per te. Adesso vado a vedere se le sacche medicinali sono arrivate e poi cominciamo.”
Iniziata la somministrazione, Stefania sonnecchia sotto le coperte.
Dopo una decina di minuti arriva un’altra paziente, una signora che avrà all’incirca una sessantina d’anni, si sistema nel letto più lontano dal suo e, quasi subito riceve una telefonata. Risponde concitatamente e, con grande sconcerto di Stefania, si abbassa la mascherina. Arriva Graziana, per preparare la compagna di camera per la terapia, e, con un cenno, la induce a tirarsi su la mascherina. La paziente continua a parlare al telefono. Ad un certo punto Graziana si ferma di botto ad ascoltare ciò che dice e anche Stefania riceve come una scossa elettrica. Entrambe hanno capito che la mamma di quella signora, nella notte, è stata ricoverata per covid in un altro ospedale.
Terminata la telefonata, Graziana, con gentilezza, ma con fermezza chiede alla signora il nome della mamma e quello dell’ospedale in cui è ricoverata. Si allontana, e da come si capirà in seguito va a fare dei controlli sulle informazioni ricevute. Al ritorno le domanda: ”Ma quando è stata l’ultima volta in compagnia di sua madre?” La donna biascica qualche parola e si capisce che non vorrebbe rispondere, ma l’infermiera insiste, così è costretta ad ammettere: ”Ero con lei quando sono venuti a prenderla.” Intanto arrivano altre due infermiere e le comunicano che deve andare con loro. Stefania capisce che la accompagneranno a fare il tampone e intraprenderanno tutte le procedure per il suo isolamento domiciliare.
Trascorsa una manciata di minuti, ritorna Graziana: “Stefania, abbi pazienza, ma dobbiamo spostarti in un’altra stanza.” - “Certo, so il motivo, quella signora è stata con la mamma ammalata di covid fino a poche ore fa” risponde Stefania.
“Io, per la privacy non posso dirti niente.”
“Capisco, ma io ho sentito come te cosa diceva al telefono. Accidenti, però, ha mentito all’ingresso, pur di far la terapia comunque. Io comprendo, perché sono sulla stessa barca, che voglia salvaguardare le sue cure, ma a rischio di infettare il reparto?! è un vero atto di inciviltà!”
“Ma tu devi stare tranquilla, eri molto distante da lei, non può essere avvenuto nessun contagio”
“Speriamo bene, cosa vuoi che ti dica.”
Graziana la accompagna nella nuova stanza e le dice che avrebbero immediatamente bonificato l’altra.
Stefania non dorme più e pensa a quanto possa essere grande l’egoismo umano, fino a mettere in pericolo la salute degli altri in un reparto dove i soggetti sono più fragili perché hanno le difese immunitarie più basse. Al contempo è rimasta ben impressionata dall’efficienza del personale dell’ospedale che ha immediatamente individuato il problema e vi ha subito posto rimedio.
Certo che ammalarsi di tumore è una tragedia, ma lo è maggiormente adesso che è in corso la pandemia, tanto più se non si può fare affidamento sulla correttezza dei propri simili.



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Racconto scritto il 03/12/2020 - 10:36
Da Anna Maria Foglia
Letta n.155 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Le riflessioni delle figure vengono rappresentate in modo congeniale, difatti non risultano mai banali, inoltre ho gradito i riferimenti anche di tipo personale che arricchiscono il racconto rendendolo ancora più vero e completo. Nel complesso una lettura riuscita, e senza cadere nella trappola di venature giornalistiche. Ho letto un qualcosa di sostanzioso in termini di narrativa
Brava Anna Maria, spero passerai a leggere il mio ultimo aforisma.
Un abbraccio con tante ci!

Giuseppe Scilipoti 21/12/2020 - 17:56

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Una lettura intrisa di amarezza, ben formulate le descrizioni. Il racconto ho dovuto leggerlo con calma suddividendolo in parti, perchè leggendolo soffrivo interiormente. Ho provato empatia verso Stefania. Direi che in generale l'immedesimazione si è rilevata piuttosto alta, il susseguirsi si snoda tanto da procreare diversi sentieri che finiscono per confluire dolorosamente nella stessa strada.
(Segue)

Giuseppe Scilipoti 21/12/2020 - 17:55

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Questo componimento... mi ha "contagiato", essendo nel settore in qualità di O.S.S. reputo decisamente inaccettabili certe... modalità di ricovero. Voglio dire, quel qualcuno che pesca motivazioni e a momenti delle giustificazioni per ricevere le cure. A qualsiasi costo.
"Bugie inaccettabili" è scritto con un certo realismo, l'argomento è stato trattato ponendo l'accento sull'egoismo umano, coincidenze di drammi autentici.
(segue)

Giuseppe Scilipoti 21/12/2020 - 17:54

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Complimenti un racconto scritto bene e scorrevole inoltre l'argomento che tratta attualissimo e purtroppo veritiero.

Anna Rossi 10/12/2020 - 03:45

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Mare blu, grazie per il tuo bel commento

Anna Maria Foglia 06/12/2020 - 09:54

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Incoscienza e mancanza di solidarietà soprattutto aprono spiragli alla pandemia.
Un racconto che dovrebbe fare riflettere.
Buona domenica

mare blu 06/12/2020 - 08:55

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Mirko, Grazia, Maria Luisa vi ringrazio dei vostri sentiti commenti e ringrazio tutti coloro che hanno letto e lèggeranno questo testo.

Anna Maria Foglia 04/12/2020 - 21:27

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Un bel racconto, indicato a far riflettere su certi personaggi che se ne fregano delle regole e così facendo aprono immense strade a questo invisibile e sconosciuto virus, nostro nemico, rendendosi oltretutto irresponsabili e irrispettosi verso la vita degli altri. Complimenti!

Maria Luisa Bandiera 04/12/2020 - 15:05

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...si resta ancora più feriti dall'ignoranza, dalla mancanza di rispetto, dall'egoismo, quando stiamo vivendo un periodo difficile e ci accorgiamo che la solidarietà è un valore poco frequentato.
Un testo scritto molto bene, con i tempi giuste e le dovute considerazioni.
Brava, un abbraccio forte Anna Maria

Grazia Giuliani 03/12/2020 - 20:13

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Ho apprezzato questo racconto di attualità scritto molto bene. Purtroppo ci circonda la solita gente, ma per fortuna c'è anche chi è come Graziana

Mirko D. Mastro(Poeta) 03/12/2020 - 15:52

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