L'uscio logoro,
consumato di colori
ha la maniglia lisa,
quasi magra
nell'ottone,
ma apre
il tesoro di una stanza vuota
dove pianelle rosse
si ritirano
sconnesse
a raccontare
con le proprie
rughe
passi e voci
di un tempo
ora fermi nel silenzio.
consumato di colori
ha la maniglia lisa,
quasi magra
nell'ottone,
ma apre
il tesoro di una stanza vuota
dove pianelle rosse
si ritirano
sconnesse
a raccontare
con le proprie
rughe
passi e voci
di un tempo
ora fermi nel silenzio.
Poesia scritta il 13/08/2026 - 21:33Letta n.70 volte.
Voto: | su 2 votanti |
Commenti
Grazie Nunzio e Maria Luisa per la Vostra gentilezza.
Piccolo Fiore
14/08/2026 - 14:56 --------------------------------------
Mi piace molto la tua personificazione della materia. La maniglia è "quasi magra", mentre le pianelle rosse hanno le "rughe". Questo trasferimento di caratteristiche umane alla materia suggerisce che gli oggetti abbiano assorbito la vita di chi li ha toccati e calpestati. Veramente belle queste immagini antropomorfiche. Complimenti!
Nunzio Ciccarelli
14/08/2026 - 12:41 --------------------------------------
Piaciuta e apprezzata.


Maria Luisa Bandiera
14/08/2026 - 09:49 --------------------------------------
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