Pervaso
da sciame di presentimenti
viaggianti su traiettorie di ogive sparse
per le vie dell’empireo,
tendo l’orecchio al silenzio
rotto dal chiacchierio
di popoli allocchiti e distratti,
mentre il muto bisbiglio dell’anima
mi subissa d’inquietudini.
da sciame di presentimenti
viaggianti su traiettorie di ogive sparse
per le vie dell’empireo,
tendo l’orecchio al silenzio
rotto dal chiacchierio
di popoli allocchiti e distratti,
mentre il muto bisbiglio dell’anima
mi subissa d’inquietudini.
Domani,
quando il sole sorgerà,
il mondo non avrà in comune
i miei turbamenti
che mai avranno voce
per non distrarre i fruenti,
inclini come sono
a saziarsi di reiterate bizzarrie
che i clan del profitto promuovono.
Nell’attesa che Morfeo
mi trasli nel suo regno,
giunge la preghiera:
unico nutrimento alla speranza,
che ancora non ho perso,
onde ovviare
allo scotto di esser vivo.
Poesia scritta il 16/09/2026 - 18:01Letta n.66 volte.
Voto: | su 3 votanti |
Commenti
Una bellissima poesia, i miei complimenti a te, ciao 

Milena Bortoluzzi
17/09/2026 - 08:19 --------------------------------------
Speriamo che queste tragedie umanitarie abbiano presto fine. In un contesto simile, restare vivi fa sentire al tempo stesso fortunati e disorientati. Un testo davvero profondo e molto sentito. 

MARIA ANGELA CAROSIA
17/09/2026 - 07:34 --------------------------------------
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