RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Lista Racconti |
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INTIMI RICORDI Da ragazzino, a primavera inoltrata, quando il sole s’affacciava dietro ai monti, venivo con te, in quel luogo chiamato “Creta Rossa” per poi scendere verso il fiume.
Ero felice, tu lo capivi, mi osservavi col tuo sguardo energico di giovane madre; quasi indagatrice, mi stringevi la mano e mi rassicuravi: “tra un po’ giungiamo al fiume, apprezziamo e osserviamo la natura, guardiamo attentamente gli uccelli volare nel cielo azzurro e gli alberi fiorire! ” Io non comprendevo perché a quell’età si dà per scontato la bellezza ed io non capivo e non apprezzavo. Aspettavo il ritorno a casa dal fiume per poi ritornarci con il gruppo di amici. Noi eravamo quelli che amavano il fiume e l’acqua. Era la nostra passione, i primi bagni, le prime nuotate nella “briglia” dove tanti di noi facevamo tuffi e nuotavamo per ore. Era il nostro mare estivo, con la nostra spiaggia e la nostra comitiva. Il bagnasciuga era di cemento e le nostre cabine erano i cespugli. Tutto questo era allegria... (continua) Carmine De Masi 03/03/2023 - 23:20 commenti 1 - Numero letture:910
Intolleranza giovanile Il mio boyfriend quando era in licenza aveva l'abitudine di venire a prendermi all'uscita dall'ufficio presso il quale ero impiegata con la sua 500/L, nuova di zecca( a noi sembrava una Rolls royce).Devo premettere che mio padre non tollerava ritardi oltre l'orario stabilito,ore 20,per cui noi due avevamo poco più di mezz'ora per stare insieme,tanto che spesso mi diceva che si sentiva un tassinaro. Per questo motivo durante la licenza di agosto, dopo una ripetuta insistenza mi convinse a chiedere al mio capoufficio,piuttosto reticente nel concedere riduzioni delle ore lavorative,il permesso di uscire, la sera successiva,un'ora prima e così feci, anche se mi costava molto quella richiesta, sapendo come la pensava. Ci demmo appuntamento davanti all'ingresso principale delle Poste centrali di Caserta(ogni sera avevo una raccomandata da inviare a Roma,allora i servizi online non esistevano). Le Poste di cui parlo sono ubicate in un bellissimo ed antico palazzo che separa due piazze, per cu... (continua)
santa scardino 03/02/2021 - 18:19 commenti 5 - Numero letture:933
IO IN VENETO Carissimi amici, questo weekend sono andata a trovare il mio fidanzato che abita in Veneto.
Siccome sono del Friuli e percorro raro l' autostrada, essendo sommersa da tanti paesini dove trovo vari negozi, mi sono fatta accompagnare da mamma e zia. Naturalmente guidava la zia, che fin da giovane ha fatto tanti km in macchina per andare in vacanza! Arriviamo dopo un po', ci siamo perse a Padova est e robe che finiamo a Vicenza, finalmente troviamo Dolo. L' ultima casa è proprio del mio ragazzo. Ci accoglie la mamma, siccome il papà è in un centro di riabilitazione e ci presentiamo quasi come qui quo qua. Io sono la prima scattante e con parlantina ciaone. Nomino mia zia la camionara, ha anche tatuaggi e racconto di tutte le strade percorse fino al Veneto. La mamma dormiva mi sa. Poi iniziamo a parlare delle esperienze di vita e sua mamma ci racconta di come ha conosciuto suo padre e dopo un anno si era sposata. Ah, non come i giovani di oggi che stanno bene con i genitori, v... (continua) Mary L 06/11/2018 - 19:17 commenti 12 - Numero letture:1273
IO TUTTOFARE Carissimi amici, ho una nuova avventura da raccontarvi.
Sono un po' una tuttofare nelle faccende e ho aiutato mio padre a sistemare il garage. Noi mettiamo sempre i gatti al coperto, fin da piccoli. Li hanno cuccia, lettiera e cibo e acqua a volontà. Però una volta mio nonno teneva un maialino e quindi nel garage dove dormono i gatti, ci sono dei buchi, credo servivano per dargli ossigeno e togliere l' aria pesante. Così mio padre pieno di mal di schiena, ha chiamato i giovani a rapporto, a coprire le buche con la carta di giornale, per togliere l' umidità. In mezzo ai vasi, come spider man ho riempito il primo buco, e per il secondo e il terzo ho dovuto fare slalom appoggiando la gamba sulla gomma perfino di un motocoltivatore. Mi servivano i fantastici quattro! Quello che si allunga era perfetto. Mi sono quasi ribaltata se non mi teneva per la gamba mio padre, come un prosciutto crudo. Avrei voluto essere un topolino per finire nell' angolino. Anche cavia va bene! Siccome... (continua) Mary L 18/12/2018 - 19:19 commenti 10 - Numero letture:1235
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
Io sto bene così. ogni tanto ti penso, lo ammetto, se pur raramente. Quando ti incontro per strada che tu sia con la tua nuova ragazza o da solo, non mi fa alcun effetto. Ogni tanto ti penso, lo ammetto. Ma non mi ritrovo sulle nuvole fantasticando su ciò che saremmo potuti essere, su ciò che siamo stati e su ciò che non saremo più ma è un pensiero leggero, come se pensassi alla lista della spesa, a ciò che dovrò fare durante la giornata. Un pensiero che non penso, un pensiero che non mi pesa, che non mi distrae dalle mille cose che avrei da fare. Un pensiero che non mi fa sorridere nè piangere. Passivo. Ogni tanto ti penso, lo ammetto, e proprio questo mi fa capire che io non ti amo più. Se immagino me e te nello stesso letto, il letto di colpo diventa troppo stretto. Se immagino io e te a vivere nella stessa casa allora quest'ultima comincia ad essere troppo piccola. Non ti vedo più come l'unico uomo perfetto per me, anzi, spesso mi domando cosa mi spingeva a pensare che tu lo potessi essere. Non abb... (continua)
Francesca Scarfò 30/08/2017 - 02:25 commenti 3 - Numero letture:1421
IO, IRMA E L\\\'ALTRA “ Che c’ha Paolo?”
“ Boh, sembra l’abbiano bastonato.” Eravamo alla terza delle quattro ore concesse per il compito in classe di italiano, in quella piccola aula, a dire la verità il camerino dell’aula magna, uno spazio alquanto piccolo ma sufficiente per noi quindici alunni della quarta B, relegato lontano da tutto e da tutti nell’istituto tecnico commerciale, e che tornava molto utile per disperdere nei corridoi vuoti le nostre risate e le nostre urla. Confesso, l’avevamo deriso, considerando la sua sensibilità ed il suo dolore stupide debolezze, ma da lì eravamo partiti nel raccontare dei nost... (continua) Millina Spina 10/01/2019 - 17:56 commenti 4 - Numero letture:1217
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