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Chi è il colpevole

La guerra non ha colore
xenofobie
generano il terrore,
il dissenso
la diffidenza
verso chi è diverso.


La guerra d'interesse
mira a estendere
le brame di potere,
la sete di guadagno
dietro cui si cela
la mistificante volontà di uccidere.


Un solo blocco di nazioni belligeranti
unite dal patriottico stendardo
sopravanza
con armi di sterminio
sui popoli indifesi
in nome di false credenze,
indottrinamento sulla pace
di fatto inoperosa,
sulla carta stipulata
dai firmatari consenzienti
esplicito è l'assenso
al genocidio di massa.


Falso pretesto la religione
strumentalizzare Dio
che si astiene da ogni colpa
e su di lui puntare il dito
ogni volta
che la notizia di un massacro
ferisce il mondo.


Democrazia sbandierata
sulle bocche artificiose
è mera giustificazione
dell'intrusione fatta a sorpresa
con le bombe
in segno di solidale amicizia!
Esportare la libertà
dove già vige uno stato di schiava sottomissione
radendo al suolo quel poco che resta
di una città abbattuta
nell'intimo di una cultura rinnegata
dallo straniero
si chiama inopportuna ingerenza,
verso chi subisce un danno esistenziale,
vittime anonime
finite in un bagno di sangue.


Chi è il colpevole di ciò,
chi commette di fatto il crimine
o il mandante
che muove le pedine?


Noi seduti a guardare da uno schermo mobile
scene di un film già visto,
noi pronti a compiangere chi è distante,
eppure indifferenti alle solerti trasformazioni di ciò che accade intorno
senza accorgerci
di trovarci al centro di un obiettivo pericoloso.



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Poesia scritta il 16/11/2015 - 11:44
Da daniela dessì
Letta n.285 volte.
Voto:
su 12 votanti


Commenti


(...seguito) Se ascoltato, il richiamo della coscienza potrebbe farci aprire gli occhi sulla situazione descritta nel testo, facendo crescere in noi stessi quel desio di cambiare positivamente conflitti, ingiustizie, soprusi e manipolazioni sociali delle quali, pure il silenzio dei potenti, ne è divenuto complice di colpevolezza. Pubblicazione di grande spessore e significato!

Arcangelo Galante 18/11/2015 - 13:43

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Come affermava il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer “L'ottusità dello spirito va sempre unita all'ottusità del sentimento e alla mancanza di sensibilità” , pertanto, chi regala dolore, difficilmente si pente. La riflessione dell’autrice va solo condivisa e chi legge l’opera, può trarne beneficio sul domandarsi il perchè esistano ancora situazioni sociali così angustianti. (segue...)

Arcangelo Galante 18/11/2015 - 13:42

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Acuto verseggio abilmente costrutto... Serena giornata Daniela.
*****

Rocco Michele LETTINI 17/11/2015 - 07:12

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