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Lo Sprecone

Di nobile famiglia un bel rampollo
amante in gioventù di feste e ballo,
felice di sprecare a mani aperte
un dì si ritrovò senza coperte.


Tra i beni avuti dal casato antico
v’era un castello e grande caseggiato
con a ridosso faggi, abeti e pini
e vigneti dall’uva dai pregiati vini.


Ficheti, uliveti ed agrumeti,
querceti, noceti e castagneti.
Di caseggiati una cinquantina,
di mandrie ne contava una trentina.


Il fare dissoluto, il bere e il ballo
presto cader lo fecero nel fallo.
si ritrovò, così, senza poderi
scarso d’amici e senza più averi.



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Poesia scritta il 20/08/2012 - 23:10
Da nello maruca
Letta n.429 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


la vecchia scuola è sempre la migliore
bella poesia

Claretta Frau 22/08/2012 - 11:59

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