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II bronzi di Riace

Una brezza marina
dai profumi Egei,
spinse la vela
insieme agli Dei.
Un carico di anfore e di bruni tesori, barattati
con olio vino ed aromi,
fece rotta in mare per l'ultima volta.
Dopo giorni di calma
piatta e di pace,
una tempesta funesta
affondò la nave nei pressi di Riace.
Il metallo fuso di una lega arcana ,fuse la cera in un era lontana.
Così ,due figure inerti e sporche , fredde e nude emersero vive.
Con tendini e muscoli guizzanti; nelle vene ,
che sembravano vere, traspariva il blu del sangue di Atene.
O nobili guerrieri dalle barbe incolte con lo sguardo fisso sull'orizzonte:
quale mano di uomo
terreno , plasmò la materia per elevarsi divino dall'umana miseria?
Avete combattuto e perso un impari lotta con un elmo in testa e una lancia rotta.
Geloso da sovrumana fattezza,
fu Poseidone con la sua tempesta a metter fine alle vostre gesta.
Da un passato di gloria ai piedistalli odierni,
un dio dell'Olimpo vi
ha reso eterni.


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Poesia scritta il 10/04/2017 - 13:36
Da Italo Giuliano Bonetti
Letta n.2613 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Molto bella...una descrizione splendida per i magnifici Bronzi di Riace. Complimenti mi è piaciuta molto.

margherita pisano 10/04/2017 - 22:06

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