Perché non prendo forma
Quel bosco,
quella strada,
quella stretta opprimente.
Quel bosco,
quella strada,
quella stretta opprimente.
​Li sento ridere.
Si prendono gioco di me.
​Le montagne, il mare, il dolore:
tutto ha forma.
È bianca la mia superficie muta,
ma sotto la pelle di calce
bruciano un rosso che non so nominare
e un blu da poterci annegare.
​Nel vuoto rispecchio la mia cecità,
e l’aria intorno urla.
Poesia scritta il 26/06/2026 - 00:03Letta n.1 volte.
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