quando il maestrale sfiora la collina;
la tua presenza č unombra che si avvera,
una promessa che nel buio sinchina
e sulla pelle accende la mattina.
Il vento porta il ritmo del tuo passo,
lo posa lieve sulla mia frontiera;
e il cuore, sciolto dal suo antico laccio,
diventa unonda che si fa preghiera
e cerca il tuo calore nella sera.
La sabbia trema al soffio del tuo fiato,
si muove piano, come fa il mio cuore;
e il cielo, sopra noi, resta incantato
a custodire unombra di ardore
che nasce dove nasce il tuo calore.
Ti avvicini ancora, e laria si fa piena
di un desiderio che non vuole nome;
la notte ascolta, e tace la sua pena,
mentre la tua figura si ricompone
nel punto in cui la mia si abbandona.
E resto qui, nel cerchio del tuo vento,
dove ogni gesto diventa una carezza;
la Sardegna brilla, e in un momento
la tua presenza scioglie la durezza
e accende il mare della mia dolcezza.
Sei la radice che nel sangue scende,
sei la scintilla che non vuole andare;
e il cuore, quando sente che lo accende,
diventa onda che non sa frenare,
e nella tua risacca puō restare.
Poesia scritta il 29/07/2026 - 11:14Voto: | su 0 votanti |
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