non passò l’ago nella cruna.
Riemergi lento dalle acque scure,
tra salmastre ombre e vecchie paure.
Dopo anni e anni sei tornato,
e qui ognuno ti ha commentato:
i tuoi silenzi, i tuoi splendori,
i tuoi naufragi, i tuoi clamori.
Forse potresti raccontare
le tue storie in mezzo al mare,
quel viaggio strano e misterioso
che ti rese un re ma silenzioso.
Mentre un fotografo ti ammira
e con la mente già delira,
fantastica sulla tua bandiera:
forse straniera,
forse nera,
forse pirata in primavera.
Quanti amori hai trasportato
nel tuo ventre consumato,
quanti sogni hai custodito
nel tuo scafo arrugginito.
Su, racconta le tue gesta
mentre la risacca orchestra,
e contemplandoti così
sembri una regina lì.
Oggi sei antico relitto,
quasi un pezzo di antico afflitto,
ma le scritte degli innamorati
sul tuo fianco, un tempo amati,
hanno sperato, hanno vissuto,
hanno lasciato un sogno muto.
Poesia scritta il 28/08/2026 - 17:09Voto: | su 0 votanti |
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