Depredato della mia identità,
del mio mondo di plastica
vivo rintanato in un angolo dell'universo
forse all'ultimo passaggio
respirando il tempo e lo spazio
per poterli finalmente abitare.
del mio mondo di plastica
vivo rintanato in un angolo dell'universo
forse all'ultimo passaggio
respirando il tempo e lo spazio
per poterli finalmente abitare.
Gli occhi si sono riaperti
su un mondo nuovo di anime che si rincorrono
senza mai incontrarsi;
un mondo di realtà sovrapposte
fatto di specchi che svelano volti nuovi.
E così scopro fiumi di acque torbide,
prati verdi di fiori avvelenati
e sguardi vuoti di bambini perduti;
e tutto mi appare fermo ed irreale
tanto da indurmi a nuotare controcorrente
confortato da un sonno che non vedrà mai
l'alba che sorge.
Poesia scritta il 14/08/2026 - 07:39Letta n.6 volte.
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