Senti? Piove.
Tuoni leggeri s’odono altrove,
prima lontani, ora vicini.
Suonano piccole virgole
sui rossi biancospini,
tra i freschi gelsomini.
Tenui coccole
dal profumo silvestre,
note divine
sul suolo terrestre,
cadono cristalline.
Il cuore sottace.
Guarda: un lampo fugace
trema nel grigio
delle nubi cineree.
Romba un litigio
tra aure eteree.
Raggeli.
L’Eterno nei cieli
saetta, irrompe;
l’animo sussulta:
si stringe, si rompe.
Silenzio: ascolta.
Torna la pace.
Un cuculo giace
nel cantuccio di fronde:
tace.
Si nasconde.
Il canto riprende,
scrolla le piume.
Ecco! Un tenue barlume
nella goccia che pende
su una foglia di tiglio:
cade sul suolo vermiglio
di fradicie fronde.
Note soavi e pause profonde.
Cupo s’insinua tra i rami:
il tormento del vento,
tacito lamento
dai forti richiami.
S’attenua: bisbiglia,
giocoso riprende,
le chiome scompiglia,
mentre l’anima prende;
s’arrende
in questa meraviglia
immersa nel verde:
melodiosa sinfonia
dove il cuore si perde.
Divina orchestra
dal ritmo vivace,
sublime Maestra
d’armonia e… di pace.
Poesia scritta il 14/09/2026 - 19:50Voto: | su 0 votanti |
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