Dalla finestra
aperta dell'aula
si toccavano
i ciuffi rosa
di mandorlo
un poco in fiore
dove
si rincorrevano
sussulti di sole
spinti dall'aria ribelle
dei nostri pensieri.
E a pochi passi,
due banchi avanti, galleggiava polvere di gesso
tra la cattedra e la lavagna
dove la formula
finale era ombra di sé
dopo
il ripassare della cimosa.
E in quell'andare
di certezze cancellate
rimaneva il forte richiamo di un suono mite
di foglie verdi,
d'aria nuova,
di petali in festa
e di sole,
sorpreso a rovistare
tra astucci e cuori.
aperta dell'aula
si toccavano
i ciuffi rosa
di mandorlo
un poco in fiore
dove
si rincorrevano
sussulti di sole
spinti dall'aria ribelle
dei nostri pensieri.
E a pochi passi,
due banchi avanti, galleggiava polvere di gesso
tra la cattedra e la lavagna
dove la formula
finale era ombra di sé
dopo
il ripassare della cimosa.
E in quell'andare
di certezze cancellate
rimaneva il forte richiamo di un suono mite
di foglie verdi,
d'aria nuova,
di petali in festa
e di sole,
sorpreso a rovistare
tra astucci e cuori.
Poesia scritta il 07/09/2026 - 21:13Letta n.1 volte.
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