Le campane suonano a festa, è
fiorita la ginestra
Arroccato sulla cima,
nelle terre senesi,
m'appare un abitato in pietra antica.
È un attimo:
il silenzio si spezza
al suono argentino delle campane.
Si dipana tra vicoli angusti
un profumo di pane,
mentre il verde e l'oro vestono i campi
non ancora toccati dalla lama.
Sui bordi delle strade sterrate
riluce il giallo delle ginestre;
il loro aroma mielato s'intreccia
all'odore caldo della terra.
Sui dorsi dei colli
la marea dei girasoli
- cavalieri bardati in armature di luce -
mi sommerge,
sotto un cielo ad acquerello.
Resto qui, sospesa,
mentre la sera accoglie un filo di brezza
che guizza tra i vicoli.
Piccola nota: poesia a versi liberi.
Questa poesia nasce dall'incontro tra l'amore di mio nonno Guido per la Toscana - dove si era recato per lavoro rimanendone folgorato - e la passione per il canto di mia madre Anna, sua figlia.
Da tempo sono comparsi due versi nella sua memoria recondita: "Le campane suonano a festa è fiorita la ginestra"..., che lei canta in modo melodioso e che ricorda sempre.
Sono diventati un mantra anche per me e mio fratello, che come caregiver, la seguiamo nelle sue necessità quotidiane.
È un mantra poetico, musicale e canoro.
È qualcosa di gioioso e potente che solleva anche noi dai momenti più faticosi e difficili.
Così è nata questa poesia.
Poesia scritta il 30/08/2026 - 15:23Voto: | su 0 votanti |
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