Accetto il pane duro della sera, la fatica che non chiede un nome. Non serve alzare la voce per esistere, né vendere il bisogno come una vittoria.
C’è chi cammina per calpestare le ombre, chi si veste di specchi e di parole alte, dimenticando che la luce esibita scalda soltanto chi l'ha costruita.
Ma chi ha la vita vera dentro il sangue resta indietro, nel margine pulito. Custodisce il dolore come un frutto, fa il suo dovere e non ne chiede conto.
Madri che cercano amici nei figli perdono il confine del loro riparo; e chi troppo s’innalza per farsi guardare scopre soltanto la fame del vuoto.
Resta la grazia di chi non si mostra, la forza matura che tace e comprende. Nel buio di chi non ha bisogno di applausi brilla la sola dignità che resta.
Racconto scritto il 07/09/2026 - 10:17Letta n.1 volte.
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