Solstizio d'estate
Giugno
spalanca il cielo,
e il fuoco si fa lento
sull’orlo del mondo.
Apollo trattiene il carro,
pigro d’amore,
gioca col chiarore
come fosse un bacio,
e il giorno più lungo
trattiene il tempo per noi.
Luce si riversa
oro fuso su colline
che dormono ancora,
l’ombra si accorcia,
svanisce,
e diventa memoria
di carezze.
Il grano maturo ondeggia,
coro sommesso
che canta solo per il sole.
Farfalla lieve
danza tra petali di rosa,
coccinella rossa
si posa, fiduciosa,
tra spighe mature,
e le api laboriose
tessono miele,
goccia a goccia,
come si tesse un amore.
Notte
arriva tardi,
riluttante,
con le stelle cucite
sul mantello.
Il cuore riconosce l’eterno
perché ha imparato
il tuo nome.
Amore resta qui,
scolpito, immenso,
dove nessun inverno arriva.
Resta
il calore della tua mano,
resta il canto che mi hai insegnato,
resta la vita
che batte, batte, batte
solo perché esisti,
sinfonia infinita.
Sabina Patruno
Poesia scritta il 27/06/2026 - 20:44Voto: | su 0 votanti |
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