Da giovane, Elsa Monti
era una donna di straordinaria bellezza e proveniva da una nobile famiglia. Suo padre, un uomo di grande fortuna, possedeva vaste terre molto redditizie, mentre sua madre discendeva da una prestigiosa linea aristocratica, con ampie conoscenze nei circoli nobiliari. La giovane Elsa attirava numerosi pretendenti, e lei si divertiva a flirtare, come una farfalla che si posa di fiore in fiore.
Il suo cognome era motivo di vanto e orgoglio, e a dire il vero, emanava un'aria di altezzosità. Il sorriso che si formava sulle sue labbra sottili non aveva nulla di angelico; piuttosto, rifletteva una sottile arroganza di chi si considera superiore agli altri.
Non ebbe mai necessità di lavorare, poiché la sua famiglia godeva di un cospicuo patrimonio che le permetteva di mantenere sia un giardiniere che una domestica, in grado di tenere la casa in perfette condizioni. Quando compì ottant'anni, continuava a prendersi cura del suo aspetto: si recava settimanalmente dall'estetista e dal parrucchiere, e non si faceva mancare nulla. Non era affatto avara; tuttavia, il suo sorriso arrogante sembrava affermare il suo status, come per dire: "Posso permettermi qualsiasi cosa."
Elsa aveva anche pensato al suo testamento, poiché non lasciava nulla al caso. Decise di destinare i suoi averi a ospedali e centri di ricerca per la lotta contro il cancro. Alcuni insinuavano che lo avesse fatto per risaltare il suo potere e la sua generosità. Ma, alla fine, ciò aveva davvero importanza? Gli enti beneficiari erano felici e molti pazienti poterono ricevere cure migliori grazie a quella dama dall'arrogante sorriso.
era una donna di straordinaria bellezza e proveniva da una nobile famiglia. Suo padre, un uomo di grande fortuna, possedeva vaste terre molto redditizie, mentre sua madre discendeva da una prestigiosa linea aristocratica, con ampie conoscenze nei circoli nobiliari. La giovane Elsa attirava numerosi pretendenti, e lei si divertiva a flirtare, come una farfalla che si posa di fiore in fiore.
Il suo cognome era motivo di vanto e orgoglio, e a dire il vero, emanava un'aria di altezzosità. Il sorriso che si formava sulle sue labbra sottili non aveva nulla di angelico; piuttosto, rifletteva una sottile arroganza di chi si considera superiore agli altri.
Non ebbe mai necessità di lavorare, poiché la sua famiglia godeva di un cospicuo patrimonio che le permetteva di mantenere sia un giardiniere che una domestica, in grado di tenere la casa in perfette condizioni. Quando compì ottant'anni, continuava a prendersi cura del suo aspetto: si recava settimanalmente dall'estetista e dal parrucchiere, e non si faceva mancare nulla. Non era affatto avara; tuttavia, il suo sorriso arrogante sembrava affermare il suo status, come per dire: "Posso permettermi qualsiasi cosa."
Elsa aveva anche pensato al suo testamento, poiché non lasciava nulla al caso. Decise di destinare i suoi averi a ospedali e centri di ricerca per la lotta contro il cancro. Alcuni insinuavano che lo avesse fatto per risaltare il suo potere e la sua generosità. Ma, alla fine, ciò aveva davvero importanza? Gli enti beneficiari erano felici e molti pazienti poterono ricevere cure migliori grazie a quella dama dall'arrogante sorriso.
Racconto scritto il 17/03/2026 - 17:55Letta n.1 volte.
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