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Alta marea

Erano gli anni dell’entroterra
quando avvertii il richiamo del mare,
la ragione mi invitò a fuggire
l’effluvio del sale invece no.


Gli spruzzi alitati dal vento
vellicarono le narici,
l’odore della salsedine
stuzzicò la mia fantasia.


Quella veduta mi incantò
e nello stupore io mi immersi,
esplorai fondali, caverne ed anfratti
e da quell’estasi non emersi mai.


Senza la stoica foga del vento
or pigramente il mare sonnecchia,
il turbine ha chetato le ire,
gesto che l’onda sembra patire.



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Poesia scritta il 13/06/2026 - 19:11
Da Francesco Scolaro
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