Là fioriscono cardi e fiori di campo,
Udine il punto fermo.
Su quei binari
il tempo si è cristallizzato
e la mente attinge
dai racconti, dagli scritti, dalle vicende umane.
Da Venezia ad Auschwitz si svolge il viaggio,
che il testimone compie perlopiù a piedi, con
passi incerti, ed in treno.
È viaggio nella memoria per delega postuma,
compiuto con l'amico poeta;
tragitto sulle orme lasciate dalle vittime
e dai carnefici dell'immane tragedia.
Pellegrinaggio che cura la memoria,
che non disattende ma implica l'etica umana,
non tergiversa ma guarda,
mette a fuoco la ferita.
È l'abbraccio mentale e metafisico
alle vittime.
Questa la visione del male, del vuoto abissale,
intrecciato con la storia, ieri come oggi, dove i
fantasmi del passato
sono sempre in agguato
nelle crepe del quotidiano.
Ha ripercorso l'itinerario dei treni
dove tutto accadde nell'indifferenza:
l'arrivo è connotato da profonda stanchezza,
davanti ora solo silenzio di commozione
fattosi denso.
Davanti agli occhi quei binari, quei reticolati,
nelle stanze migliaia di scarpe,
soffici capelli biondi, neri, castani,
quel vissuto palpabile di vite troncate,
l'odore di stantio nei blocchi,
dove il cervello in cortocircuito non comprende,
le parole... pietra che non esce.
Fioriscono cardi e fiori da campo
tra i binari a Birkenau,
spontaneamente...
È vita che nasce e fa memoria
nei colori che ammantano i fiori.
Udine il punto fermo.
Su quei binari
il tempo si è cristallizzato
e la mente attinge
dai racconti, dagli scritti, dalle vicende umane.
Da Venezia ad Auschwitz si svolge il viaggio,
che il testimone compie perlopiù a piedi, con
passi incerti, ed in treno.
È viaggio nella memoria per delega postuma,
compiuto con l'amico poeta;
tragitto sulle orme lasciate dalle vittime
e dai carnefici dell'immane tragedia.
Pellegrinaggio che cura la memoria,
che non disattende ma implica l'etica umana,
non tergiversa ma guarda,
mette a fuoco la ferita.
È l'abbraccio mentale e metafisico
alle vittime.
Questa la visione del male, del vuoto abissale,
intrecciato con la storia, ieri come oggi, dove i
fantasmi del passato
sono sempre in agguato
nelle crepe del quotidiano.
Ha ripercorso l'itinerario dei treni
dove tutto accadde nell'indifferenza:
l'arrivo è connotato da profonda stanchezza,
davanti ora solo silenzio di commozione
fattosi denso.
Davanti agli occhi quei binari, quei reticolati,
nelle stanze migliaia di scarpe,
soffici capelli biondi, neri, castani,
quel vissuto palpabile di vite troncate,
l'odore di stantio nei blocchi,
dove il cervello in cortocircuito non comprende,
le parole... pietra che non esce.
Fioriscono cardi e fiori da campo
tra i binari a Birkenau,
spontaneamente...
È vita che nasce e fa memoria
nei colori che ammantano i fiori.
Piccola nota: È poesia a verso libero, che nasce dal viaggio a piedi compiuto nel 1995 dallo scrittore Eraldo Affinati.
Viaggio compiuto insieme all'amico poeta Plinio Perilli, da Venezia fino al campo di sterminio di Auschwitz.
Il resoconto verrà poi pubblicato nel 1997 nel libro Campo del sangue.
La madre dello scrittore salì su uno di quei treni diretti ad Auschwitz ma riuscì a scendere prima dell'arrivo a destinazione, in modo fortuito nella tragica estate del 1944, presso la stazione di Udine.
E proprio Udine è il punto di partenza emotivo.
Poesia scritta il 19/07/2026 - 18:13Letta n.23 volte.
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Commenti
Sì fu proprio così... volontà pianificata di sterminio di un intero popolo. Grazie per la tua lettura, ciao 

Milena Bortoluzzi
20/07/2026 - 10:51 --------------------------------------
E'importante ricostruire per non dimenticare quella carneficina passata alla storia come la volontà di sterminare un intero popolo. Brava, cioa 

Francesco Scolaro
20/07/2026 - 10:06 --------------------------------------
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