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= Poesia
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SENTIMENTO

Le istruzioni sono:

Pensare a uno di questi sentimenti: odio, rabbia, invidia, gelosia, indifferenza, noia, orgoglio, vergogna, amarezza, tristezza e rimorso. Scrivere quindi un racconto ispirato a tale sentimento senza mai dirlo. Alla fine, tra parentesi, precisare il sentimento al quale ci si è ispirati.


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INDISCUTIBILE ESPLICAZIONE

Molte sono le cose che capitano nella vita di ognuno, possono essere: semplicemente belle, complessamente brutte, viceversa o vie di mezzo. Il semplice è semplice e non si discute, mentre dal complicato, credo si debba estrarne la semplice essenza. L'esperienza formata, aiuta il domani a ripetere o non ripetere fatti similari, aiuta a poter modificare se stessi o l'approccio con altri, domani. Ed è cosa vecchia, un semplice allargare il concetto, di "impara l'arte e (non) metterla da parte" . Si, perché sono sicuro che il vivere sia un'arte, anzi l'arte primaria.
Che bello se ognuno riuscisse a ricostruire i propri errori e riconoscerli per il domani, agendo di conseguenza, magari nella consapevolezza di non essere il solo. Certo, non per attaccare il proprio orgoglio, riconoscendo subito apertamente la propria responsabilità. Ci sarà un domani anche per questo. Ed anche questa è cosa vecchia "sbagliando si impara". Basta non voler deviare (o esservi costretti da errata educazione) , perseverando nello sbaglio per un insano guadagno o altre motivazioni di basso spessore, a divenire viziati, presuntuosi, arroganti, mezzi uomini, ominicchi, quaquaraqua o ... omm'e merda. (e questa è cosa risaputa)
Quello che non sanno tutti questi ultimi è che i veri uomini, i saggi, i giusti hanno le potenzialità per essere i migliori : viziati, presuntuosi, arroganti, mezzi uomini, ominicchi, quaquaraqua o ... omm'e merda. Ma sono veri uomini, saggi e giusti anche nel riconoscere che agendo in questo ultimo modo concorrerebbero nel ricreare solo: il mondo del peggiore animale. Solo una giungla che si riduce al ciclo della vita: "mors tua vita mea" (ed anche questa è cosa vecchia – addirittura medioevale).
In qualsiasi modalità si debba vivere la propria vita, da cacciatore a cacciato (nelle due versioni), da filosofo a figologo, da troglodita a professore, da ricco a povero, da artista ad eremita, da pastore di pecore a quello d'anime, da profugo a ricettore, da sano a malato, un fatto è certo il domani, dipende dal passato.
A proposito di sbagliata educazione mi sovviene qualcosa dal mio trapassato quasi remoto. Correva l'anno, si alla Mennea, infatti d'acqua n'è passata sotto i famosi ponti, ero circa nei miei sei, sette, forse otto. Come quasi tutti, a quell'età, nei pomeriggi si giocava in vari modi. Quelli erano gli anni della cerbottana, a sparare di tutto, ed era il tempo del granoturco. Io ed altri si giocava a pallone, ma lui no. Da poco abitante del posto e qualche anno in meno d'età, a lui piaceva la cerbottana e la usava senza parsimonia, oggettivamente e soggettivamente. Tanto che cominciò, se fossi Salvo direi, a rompermi i cabasisi. Fftou uno, fftou due ed un altro: uhè la vuoi finire uno, uhè la vuoi finire due ed un altro. Mi scappa una finta a rincorrerlo. Lui nel gioco di tentare una fuga, essendo sopra i manufatti di un pozzo perdente che attendevano l'affossamento, a più o meno un metro d'altezza perse l'equilibrio. La cerbottana che ancora aveva in bocca gli lesionò non gravemente la gengiva che iniziò un leggero sanguinamento. Nemmeno il tempo di avvicinarci ad aiutarlo che in copiose e false lacrime fu di ritorno da casa col padre che senza sentire altre campane mi assestò uno sberlone da far rimbalzare. La differenza di peso, altezza, larghezza ed intelligenza era certo evidente. Cessato il dolore e ricambiato il colore della guancia maltrattata, ho ripreso a giocare. Fatto, mai dimenticato, che ho messo in un cassetto. In varie occasioni ci ho ripensato, ora traggo la mia sentenza, senza più alcun desiderio di vendetta, spero solo che lui abbia fatto tesoro del suo negativo passato, per chi, a mio avviso, l'ha malamente educato.
Non per niente: per un domani migliore.
A ri-proposito di sbagliata educazione: il mio narrato vissuto nulla invidia agli attuali genitori che, a spada tratta, difendono i figli anche nei confronti di maestri e professori, giungendo persino allo scontro fisico! Da seccare le parole in bocca. Ma la domanda mi sorge di getto: se anziché un brutto voto, una nota, un richiamo, questi bravi figli avessero ricevuto una bacchettata sulle mani, un cancellino in testa o quant'altro accadeva non secoli fa, ieri, avremmo assistito ad ... un omicidio?
Non per niente: sempre per un domani migliore.
(amarezza)



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Scrittura creativa scritta il 29/06/2016 - 12:35
Da Wilobi .
Letta n.249 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Grazie Rocco Michele, grazie Anna, ma avrei tanto voluto esser stato etichettato "mentitore". Non per nulla: per aver tutti un domani migliore, in questo caso lo sarebbe stato anche ieri.

Wilobi Wilobi 30/06/2016 - 10:56

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Descrizione molto oculata e che fa molto riflettere sul metodo educativo di altri tempi.. e non solo, ho apprezzato pure il dissertare dei vari modi di dire.... 5*

ANNA BAGLIONI 30/06/2016 - 00:41

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TUTT'ALTRO CONTEGNO NE LI BIMBI DI OGGI... L'EDUCAZIONE E LA PAURA DI PRENDERLE PARLANO AL PASSATO... OGGI SOLO SCOSTUMATEZZA E... AMAREZZA PER LI MAESTRI CHE NON LI POSSONO NEANCHE RIPRENDERE...
OCULATO RACCONTO.
LIETA SERATA.
*****

Rocco Michele LETTINI 29/06/2016 - 19:30

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Proprio così a casa c'erano le altre in attesa, ma anche altri valori

Wilobi Wilobi 29/06/2016 - 16:57

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be li ricordi pure tu i cancellini tirati le bacchettate e se dicevano le maestre o professori che non stavi attento o altro a casa erano botte 5*

POETA DELL'AMORE LUPO DELL'AMI 29/06/2016 - 16:53

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