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L’asino di Nicola

A tutti raccontava
che il ciuco suo volava.
A sentirlo da Nicola,
gli mancava la parola,
un ciuco forte e dritto
da viver senza vitto.
Seguitava a esser lento
incedeva proprio a stento.
Mangiava male e poco
e non reggeva il giogo.
"Anche senza vitto
lavora con profitto."
Era certo, il buon Nicola
che la cara bestiola
fosse in grado di campare
anche senza mai mangiare.
"Per me quest’asinello
è come un mio fratello."
Intanto, s’era stanco
lo reggeva col paranco;
ma un giorno sul più bello
lo portarono al macello:
no, giammai per fargli torto,
né convinto ch’era morto.



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Poesia scritta il 28/11/2014 - 11:20
Da Ugo Mastrogiovanni
Letta n.1771 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Poesia molto riflessiva e un po' triste...buona giornata,

Chiara B. 01/12/2014 - 10:18

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Versi intensi e significativi molto bella complimenti Ugo!!!

Maurizio Trapasso 30/11/2014 - 18:03

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Lui è veramente un animale MAGNIFICO...Dovrebbe esser esempio POSITIVO.

Auro Lezzi 29/11/2014 - 07:51

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Mai sfruttare chi non riesce a reagire. Metaforicamente eccellente. Complimenti.
Buon fine settimana

Romualdo Guida 29/11/2014 - 05:48

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una poesia scritta con grande maestria e con un contenuto da far riflettere!Ciao,UGO!

Anna Rossi 29/11/2014 - 04:13

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Tanto di quotidiano trovo nel tuo metaforico verseggio. Un rimato eccezioonale. Sereno weekend Ugo.

Rocco Michele LETTINI 28/11/2014 - 16:38

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Ammazza, dopo tutto, aveva ancora tanta carne addosso da portarlo al macello!
Nella realtà, sono i somari che ci governano e che mangiano. Gli uomini sono quelli che lavorano e che, pur vivendo in miseria, vengono sfruttati, fino alla fine. Ma questo non dipende dalla incredulità di chi comanda, ma dalla loro indifferenza.
Mi scuso per la divagazione. Buon fine settimana Ugo!

Salvatore Linguanti 28/11/2014 - 16:23

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Una poesia ironica, che possiede una morale: sono proprio le persone ignoranti che sfruttano i più deboli. Bravo anche per le rime baciate. Complimenti Ugo!

I. Aedo 28/11/2014 - 16:09

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