Ai tediosi lacci
dell’io soggiacevo
comparando l’aprirmi
al timore degli inganni,
ma dialogando,
voci porgersi in storie
a cercare equilibri
nell’incontro.
Parimenti librarsi
nei loro cieli
la mia essenza
e frammenti di loro
nel mio cielo,
come gemme incomparabili
al filo della vita.
Così ciascuno
liberato dall’io remoto,
pulsa a nuovo nascimento.
dell’io soggiacevo
comparando l’aprirmi
al timore degli inganni,
ma dialogando,
voci porgersi in storie
a cercare equilibri
nell’incontro.
Parimenti librarsi
nei loro cieli
la mia essenza
e frammenti di loro
nel mio cielo,
come gemme incomparabili
al filo della vita.
Così ciascuno
liberato dall’io remoto,
pulsa a nuovo nascimento.
Poesia scritta il 09/04/2026 - 23:40Letta n.126 volte.
Voto: | su 2 votanti |
Commenti
Il tuo commento però mi commuove. Ti ringrazio molto, buona giornata a te. 

Milena Bortoluzzi
10/04/2026 - 14:42 --------------------------------------
Versi profondi che sanno raccontare la bellezza dell’incontro. Complimenti! Buona giornata 

Gaetano Lo Iacono
10/04/2026 - 13:29 --------------------------------------
Sì è vero dobbiamo confrontarci con gli altri, è sempre un’opportunità, un arricchimento. Grazie Francesco. Ciao 

Milena Bortoluzzi
10/04/2026 - 11:43 --------------------------------------
L'essere ha bisogno di relazionarsi con il prossimo e beneficiare delle altrui esperienza. Tema importante trattato con bravura, complimenti, ciao 

Francesco Scolaro
10/04/2026 - 10:49 --------------------------------------
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