RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Racconti

     
 

Il cantico di poccy


Sono nato nel mese della merla , dove il freddo ti entra dentro e ti congela. Sono nato alle 10.10 di mattina, nemmeno a farlo apposta. Non ho ricordi di quei giorni , purtroppo la mia infanzia è trascorsa così veloce che quasi non la ricordo più. Eppure ero diverso dagli altri bambini, mi sentivo diverso e lo ero davvero. Gli altri bambini avevano dei genitori , i loro genitori io no. Per te , mio caro lettore, sarà indifferente e certamente penserai "che importa se erano dei genitori adottivi? Erano sempre dei genitori.".Sì, concordo, ma dentro di me avevo sempre un peso. Come se vi fosse nel cuore un macinio enorme. Più passavano gli anni e più questo peso diveniva enorme e così nell' inverno del 2015, iniziai la ricerca dei miei genitori biologici. Non dico chi fossero e i problemi che portarono alla mia adozione ma fu' una grande gioia e liberazione scoprire la verità. Dopo mesi di dura ricerca tra carte , fascicoli da compilare, pagamenti di bolli da consegnare al... (continua)

Patrick Pelle 20/01/2016 - 22:41
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Il cappio al collo


Di errori, di peccati ne commettiamo tanti nella nostra vita ! L’importante è non perseverare, correggersi. Personalmente cominciai a sbagliare da molto giovane, scientemente, pensando di essere sulla strada giusta. Conobbi quella che sarebbe stata mia moglie che era ancora bambina e me ne innamorai come può fare solo un ragazzino. Era la terza di tre sorelle di buona famiglia. Per buona famiglia intendo di famiglia seria, affidabile. Il padre era, purtroppo, malato di una malattia invalidante viveva una vita tranquilla, delegando alla moglie quasi tutte le incombenze. Delega che la donna acquisì volentieri e da quel giorno, in quella casa, cominciò a vigere il matriarcato. Austera in volto, dall’aspetto severo, crebbe le figlie con somma oculatezza. Le bastava uno sguardo per ottenere ciò che pensava fosse giusto fare, con una semplice occhiata. La mia famiglia, decapitata dalla scomparsa di mio padre, al contrario, contava tre figli maschi, il maggiore, secchione e ormai medico, il... (continua)

Nino Curatola 26/11/2017 - 18:08
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Il carretto passava..


Da bambina abitavo in una vecchia villa del 'Miglio d'oro' dal
cui terrazzo enorme,sarebbe bastato per costruirci due appartamenti, si vedeva tutto il golfo di Napoli da un lato e il Vesuvio dall'altro con il monte Somma, che a guardarli
insieme formano il cosiddetto:' Profilo di Dante'.
Poi un (brutto) giorno a questo panorama si sostituì una stradina anonima per la quale passavano carretti colmi di fasci di tabacco da seccare e a una mamma felice e allegra una triste con gli occhi pieni di pianto.
Per restituirle il sorriso ci sono voluti un bel po' di anni e tanto amore per la famiglia.... (continua)

santa scardino 04/05/2022 - 19:39
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Il castagnaro


Un po’ di anni fa, da ottobre a dicembre
tra le foglie dei tigli di corso Garibaldi,
aleggiava il profumo delle caldarroste di zi’ Giuvann.
Erano speciali, non mancava un sabato pomeriggio
che la nostra passeggiata non terminasse
sgranocchiando quelle fantastiche castagne.
Aveva un furgoncino attrezzato con un bidone
pieno di brace, sul quale era adagiato
un padellone bucato nel quale cuoceva le castagne.
Le girava una per una e quando erano
cotte al punto giusto le raccoglieva di lato
coprendole con un panno per tenerle al caldo.
Non usava la bilancia né le contava, ma barattoli
di varie misure e su ognuno di essi c’era un prezzo.
Dopo che il cliente ne aveva scelto uno
lo riempiva versando poi il contenuto
in un cono di carta realizzato al momento,
ma prima di chiuderlo aggiungeva sempre
altre tre o quattro castagne scelte tra quelle
che erano ancora sulla brace.
Mentre faceva quest’operazione
intavolava sempre qualche piacevole
conversazione sull’attualità con ... (continua)

santa scardino 14/11/2022 - 21:31
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Il cinico, l'infame, il violento


Erano passati tre mesi da quando io e Riccardo, il mio collega avevamo ricevuto lo stipendio da Mario, il titolare del negozio di accessori e ricambi moto per il quale lavoravamo. Il boss, adduceva come giustificazione i costi di gestione, le tasse e la merce da pagare ai fornitori, pregandoci dunque di pazientare per gli accrediti.
Riccardo continuava comunque a dare il massimo, sebbene, in più occasioni, manifestava segni di preoccupazione e di nervosismo. D'altro canto i suoi risparmi stavano terminando e, avendo a carico la madre e la sorella, la sua situazione non era delle migliori. Io, al contrario, dal momento che vivevo con i miei genitori ambedue pensionati, le incombenze e i grattacapi risultavano pari a zero. Tuttavia, per una questione di principio, attuai il quiet quitting che consisteva nel fare il minimo indispensabile, assumendo inoltre un atteggiamento indisponente. Della serie: no money, no party.
Le settimane volavano e dei soldi nemmeno l'ombra, l'istinto mi sugg... (continua)

Giuseppe Scilipoti 01/03/2024 - 05:45
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Il cinque maggio


L’esame di Diritto Privato, per noi studenti di scienze politiche, era lo scoglio più arduo del primo anno. Si narrava di persone che lo avevano dato per sei volte, e la volpe argentata, così soprannominata la titolare della cattedra, negarli il voto per le prime cinque, facendoli rimandare anche la discussione della tesi.

Quando la mattina mi presentai in facoltà, eravamo in due in lista. Bene, pensai, il dente sarebbe stato tolto subito, senza agonizzare. In fondo era il primo tentativo, assaggiavo la pedana, diciamo.
Il primo si accomoda e alle domande della volpe risponde, fin da subito, alla grandissima. Domande alle quali non avrei che saputo dare che risposte striminzite, ma forse neanche quelle.
Che fosse meglio alzarsi e con un bel gesto dichiarare che mi sarei presentato il mese dopo? Sarebbe stata la cosa logica anche perché se non si era preparati a sufficienza non soltanto non si passava l’esame, ma si rischiava, se si era proprio scarsi, di venire rimandati di due s... (continua)


Glauco Ballantini 05/10/2020 - 08:17
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Il compleanno di Celestino


«Oggi Celestino compie un anno!» mi disse Elisa piena di gioia, tenendo il gatto in braccio e sbaciucchiandogli la testa. Dal PC, misi in pausa un film con il mouse, ed accarezzai quel batuffolo di pelo bianco dagli occhi azzurri che, per tutta risposta, mi fece le fusa, strusciando il musino tra le mie dita. Era un amore, sebbene fosse abbastanza vivace e spericolato.
«Peppe, cosa possiamo regalare al Nordico?» mi chiese la mia sorellina, chiamando il festeggiato con un nomignolo.
«Magari una ciotola, altrimenti un gomitolo di lana» le suggerii con banalità.
«No, li ha già!»
«Che ne dici di un paio di stivali?» proposi scherzoso.
«Seh, vabbè!»
«Allora un giocattolino.»
«Mi è venuta un'idea: a 'sto monellaccio gli regaleremo un piccolo paracadute.»
«Un piccolo paracadute?»
«Sì, sai perché? Così le prossime volte che salirà sul tetto oppure su un albero, metti che come al suo solito non riuscirà a scendere, gli basterà saltare e tirare la cordicella con la zampetta.»... (continua)

Giuseppe Scilipoti 28/10/2021 - 20:33
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Opera non ancora approvata!

01/01/1970 - 01:00
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Opera non ancora approvata!

01/01/1970 - 01:00
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Il coniglietto


Avevo otto anni, abitavo a Termini Imerese assieme ai miei genitori e a Cettina la mia sorella minore. Eravamo originari della provincia di Messina ma a causa del lavoro di mio padre, ci stabilimmo da tempo in quella ridente cittadina della provincia di Palermo.
Un giorno, io e mia sorella, manifestammo il desiderio di poter avere un cagnolino da accudire e da portare a passeggio. Mia madre, alla nostra richiesta, si dimostrò contraria poiché detestava gli animali, tanto da ripeterci:
«L’acquario con i pesciolini basta e avanza!»
Mio padre, avendo invece un carattere accondiscendente, stava quasi per accontentarci ma per evitare discussioni, trovò una soluzione congeniale.
Una sera, poco prima di Natale, rincasò con una gabbia in mano e con un curioso animaletto all'interno. Si trattava di un coniglietto, un regalo di un suo amico allevatore.
Era bellissimo, tenerissimo, bianchissimo e morbidissimo. Lo chiamammo Bianchino. Non era proprio ciò che ci aspettavamo però non ci impo... (continua)

Giuseppe Scilipoti 08/02/2017 - 17:21
commenti 20 - Numero letture:1953

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