RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Lista Racconti |
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L'impervio sentiero Il Purgatorio, uno stralunghissimo e tortuoso sentiero in salita, conduceva in Paradiso.
La via era piena di sassi, di rovi spinosi e di chiodi, in riferimento alla crocifissione di Gesù. A parte l'esenzione per i bambini e gli adolescenti, le anime dei defunti essendo svestite, per ovvi motivi dovevano percorrere il passaggio senza calzature. Difficile immaginare con quanto dolore si arrivava a destinazione, considerando poi che l'estenuante camminata durava in media un secolo. Finché, Dio, mosso dalla compassione e dalla misericordia, diede l'incarico ai suoi angeli migliori di costruire un rapido e ampio ascensore, il quale sarebbe stato operativo una volta al giorno, sette giorni su sei. La questione sembrava risolta, purtroppo, invece, l'impianto si rilevò un autentico fallimento. Innanzitutto, i trapassati tendevano ad ammassarsi nella cabina, tra spintoni, parolacce, insulti e bestemmie. A peggiorare le cose è che avvenivano episodi di molestie, tra palpatine e... plop plop. ... (continua) Giuseppe Scilipoti 18/02/2020 - 08:37 commenti 6 - Numero letture:1265
L'inquilino Ho letto le due poesie di A. Ricciardi sulla malattia di Parkinson e, pur avendole apprezzate, mi sono astenuta dal commentarle sentendomi, nella immediatezza della lettura, troppo coinvolta essendo io affetta da questa patologia da circa un decennio.
Dal momento che il signor Parkinson abita stabilmente dentro di me e non può essere sfrattato, io lo chiamo il mio inquilino e, come succede solitamente tra condòmini, i nostri rapporti oscillano tra tolleranza e litigiosità. Voglio dire che necessariamente mi sono dovuta adattare alla sua costante, fastidiosa (!) presenza ma ci sono momenti in cui lo trovo troppo invadente e allora scatta il risentimento, la ribellione, la voglia impossibile di riprendere pieno possesso del mio corpo e cacciare l'intruso che limita la mia libertà nonché la mia dignità. Ma sono momenti, come dicevo, poi prevale il buon senso e mi riconcilio con il mio inquilino perché nell'accettazione serena di ciò che non si può cambiare c'è l'unica possibilità per ... (continua) Aurelia Strada 19/01/2017 - 15:12 commenti 11 - Numero letture:1649
L'onda della nostra vita (a Rita) L’onda della nostra vita
“Rita, vieni o no? Il mare stamattina è uno spasso. Ci sono certe onde.” Sua cugina Sara la invitava a farsi avanti da lontano sventolando la mano che dopo poco sparì tra le onde blu del meraviglioso mare di Ischia. Non era mai stata in vacanza da sola con i suoi cugini e amici e avrebbe tanto desiderato avere il genio della lampada a disposizione per dilungare quella settimana moltiplicandola con altre mille! Tornare da Ischia per lei era come tornare da un sogno, un sogno dal quale non si sarebbe mai voluta svegliare. Farlo avrebbe significato fare le valigie, salutare Sara e tutti gli altri e prendere un treno diretto per Massa. Non che odiasse il Paese nel quale praticamente viveva, ma tutto il resto della famiglia che lei amava da impazzire era lì e lei non sarebbe mai voluta tornare. Sbuffò rumorosamente notando come i suoi brutti pensieri le stessero rovinando quel penultimo giorno di vacanza. Inforcò gli occhiali distendendosi al sole. Nemmeno due min... (continua) Anna Di Maio 06/10/2014 - 13:15 commenti 1 - Numero letture:1515
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
L'uomo dalla bocca sporca Avvertenza:
Il racconto è un prequel de “Cattive abitudini” il mio primissimo racconto pubblicato qualche anno fa qui su Oggi Scrivo. Non è necessario leggere il componimento appena citato ma sarebbe consigliato. Da segnalare che “Cattive abitudini” è narrato in prima persona, mentre “L' uomo dalla bocca sporca” in terza persona. Buona lettura e spero di strappare a voi lettori qualche sorriso, specie nelle ultime righe.
Giuseppe Scilipoti 22/09/2017 - 16:16 commenti 12 - Numero letture:1496
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
La Bestia, dentro Arrivava. Lo sentiva. Lei era lì. Non era mai andata via. La ragazza aveva imparato a riconoscerla. Giungeva strisciando la bestia. Di volta in volta, con fattezze diverse,a volte umane, a disorientarla, a rubarle istanti di vita.
Una bimba che giocava con la sua mente, come fosse una palla. Gliela faceva rimbalzare dentro la testa, prendendosi gioco di lei.E quando,per qualche breve istante, riusciva ad afferrarla, ecco che la palla le sfuggiva di mano. Dispettosa, riprendeva in modo disordinato a rimbalzare. Un tam, tam che dalla testa, arrivava al cuore, e dal cuore, ad attanagliare la bocca dello stomaco, che prigioniero di tale morsa; sussultava. Così, durante questo gioco famelico, persistente e crudele, la ragazza veniva risucchiata in una vorticosa spirale, dove ogni energia si indeboliva, rimandandola sempre più in fondo; negli abissi,dove la bestia albergava. Qui, spenta la luce, disorientata, un po’ si perdeva. Rimaneva silenziosa, guardinga, ad aspettare. Poi, quando la b... (continua) Claretta Frau 19/09/2013 - 10:37 commenti 3 - Numero letture:1619
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
La capanna dello zio Tommaso Cinque anni fa la buonanima di mio zio mi ha lasciato nel testamento una deliziosa capanna situata nel bosco. In quel periodo passavo dei momenti difficili in quanto ero oberato dai debiti causati da un fallimentare matrimonio e da una cattiva gestione dell'azienda di famiglia. Ciò mi costrinse a vendere di tutto, dall'appartamento alla macchina, per far fronte ai guai, tranne quella costruzione di piccola dimensione dal tetto spiovente, nonostante le numerose e cospicue offerte ricevute.
Stamattina, ho sentito l'esigenza di venirci, giusto per staccare la spina dalla tediosa quotidianità della città. Bene, il camino scalda che è un piacere ed essendo quasi sera mi accingo ad accendere un antico lume a petrolio. Guardandomi intorno, rievoco per l'ennesima volta la mia infanzia e la mia adolescenza legata a questo posto. Mi ricordo che con lo zio trascorrevo liete giornate a parlare di molte argomentazioni, a giocare a scacchi, a preparare gustose focacce e quant'altro. «Bei tempi!»... (continua) Giuseppe Scilipoti 29/04/2020 - 14:33 commenti 10 - Numero letture:1102
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