RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Lista Racconti |
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Storia di una esibizione tatrale Mi hanno coinvolto e convinto a partecipare alla nascente compagnia teatrale popolare del mio paesino.
Ora, nel lavoro che stiamo preparando, il commediografo ci sta spingendo a scrivere dei brevi monologhi che poi ognuno dovrà recitare. Diciamo pure che la parte in questione consiste nel confidarsi con un morto (al cimitero) recitando seduti su un lenzuolo bianco. Il tema generale riguarda il rapporto tra i cosidetti “cafoni” ed il potere. Più in generale nel contesto rievocativo del racconto “Fontamara” di Ignazio Silone che era di queste parti. Di seguito il monologo sul quale mi piacerebbe ricevere commenti e soprattutto consigli. Ciao compà, come va? Francesco Gentile 30/06/2019 - 18:50 commenti 4 - Numero letture:1377
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
STRANO Mi sono sentito “strano” dopo aver letto il suo biglietto. Strano è l’unica parola che mi viene in mente per descrivere ciò che ho provato.
Il biglietto comunque non aveva nulla di strano, anzi era esattamente come me lo sarei potuto figurare: custodito dentro una piccola busta di cartoncino colorato, colorato anche il foglio (e pure profumato), calligrafia rotonda e stile poco ricercato. Neppure il contenuto era strano: aveva voglia di incontrarmi. “Mio-solo-mio” forse è un nomignolo strano, col quale non ero mai stato chiamato, ma in ogni caso non mi significava nulla, perché non mi sentivo suo e men che meno in esclusiva, quindi non posso far risalire nemmeno a questo vezzeggiativo l’emozione che mi aveva invaso. E’ stato come leccare un gelato al gorgonzola. Strano appunto, non trovo altri termini. Forse che questa sensazione sia stata provocata dal desiderio? No, non credo proprio. Lei m’era piaciuta sin da subito, del resto è un bel tipo, non è certo una che passa inosserva... (continua) Roberto L 04/06/2018 - 12:16 commenti 5 - Numero letture:1375
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
Tahiti «Tu che vivi sui coralli ai piedi dell'arcobaleno, senza vetri alle finestre...» (da 'Io vicino io lontano' dell'album 'Aloha' pubblicato nel 1984 dai Pooh.)
--- Dodi si svegliò alle cinque del mattino. Si vestì con abiti leggeri, indossò il suo adorato capellino rossoblù del Bologna e scivolò di soppiatto dalla camera da letto. Uscì dal bungalow in direzione di una delle spiagge più belle del mondo. Programmò di rincasare un paio d'ore dopo, magari prima che Mareta, la moglie, e Rainui, il figlio di sette anni, si accorgessero della sua assenza. In caso, l'avrebbero raggiunto, portandosi dietro un pallone di calcio e tre portavivande contenenti del poisson cru. Seguì un breve percorso lastricato e disseminato da palme da cocco, per poi ritrovarsi in una distesa incontaminata di sabbia rosa. Il mare in penombra aspettava il sole per assumere mille sfumature di turchese. Si tolse i sandali e si sedette sopra la canoa spiaggiata di Natai, un caro amico pescatore. «Tahiti, ti sorr... (continua) Giuseppe Scilipoti 02/04/2019 - 08:26 commenti 11 - Numero letture:1476
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
TANTO PER SPORT A Milano era il giorno di apertura di Expo 2015 Al mio paese il bar Sport aveva chiuso le serrande
per mancanza di clienti, uscii di casa con la mia sportina con l’intenzione di recarmi allo sportello INPS per chiedere informazioni rispetto alla mia pensione visto che erano ormai quasi quarant’anni che gestivo un’azienda import export a Spotorno. A dire il vero era un’azienda più export che import. In quel mentre si levò un forte vento, mi sentii sollevato e fui trasportato, come per magia, in un luogo noto ai più per l’asportazione di nei. A quel punto mi feci asportare quell’unico neo che quando facevo dello sport mi dava fastidio sotto il piedesinistro. Era oramai giunto mezzogiorno, appena in tempo per andare a prendermi una pizza da asporto. Che misi nella mia sportina. Naturalmente.... (continua) Paolo Delladio 07/07/2016 - 19:30 commenti 1 - Numero letture:1498
Testa o croce Lassù sulle nuvole, che bello riposare.
Guardare in basso e vedere tutti darsi da fare. Ma è meglio dirla tutta: sono in mezzo alla strada e me la vedo brutta. L’alcol fa il suo lavoro, ma non son mica rimbambito: Bella la signora al tuo fianco, nuova conquista d’assalto? Lo, lo so, mi vedi un po’ conciato. Ma che vuoi, non siamo mica Ma sai che allegria durante la giornata. Siii, non ci credi? gabriele marcon 09/10/2015 - 14:26 commenti 1 - Numero letture:1483
The ring Un romantico giro al Crystal Park su una carrozza vittoriana trainata da una coppia di cavalli, trovo che sia un'occasione... d'oro per fare la proposta di matrimonio a Frances.
Mordendomi il labbro inferiore, infilo le dita nella tasca sinistra della mia giacca. Uff, dov'è? Panico! Calma, è qui al sicuro nella tasca destra. Nel frattempo, il mio amore è intento ad ammirare alcune sculture di dinosauri. Caspita, quasi quasi il batticuore che sento è più forte del rumore della Landau nera sulla quale percorriamo i sampietrini di quest'area immersa nel verde. Tiro fuori un piccolo contenitore blu, lo apro e allungo il braccio per aderirlo sul bordo dello sportello. L'istante è propizio, ma porco zio, un sobbalzo della carrozza, causato da un dislivello, mi fa cascare la scatolina dalla mano che dapprima finisce sul selciato, per poi essere demolita senza pietà da una delle due pesanti ruote posteriori della vettura. «Nuuu!» esclamo, irritato e toccandomi il petto. Frances si volta ... (continua) Giuseppe Scilipoti 11/07/2019 - 15:58 commenti 13 - Numero letture:1245
Tiempe belle 'e 'na vota... Tiempe belle 'e 'na vota
Ai miei tempi, (sono nata negli anni cinquanta)noi bambini giocavamo con giocattoli improvvisati. Chi non ricorda il gioco della campana, (io la chiamavo "settimana"), acchiapparello, nascondino. Quanto eravamo belli quando giocavamo alle belle statuine! Partiva un'allegra filastrocca: "siam le belle statuine, uno, due e tre." Al termine ognuno rimaneva in una posizione diversa e poi veniva premiata la statuina più bella. Altro che selfie, oserei dire! Spesso aiutati dalla fantasia esploravamo posti incantati. Un ponte levatoio ci separava da un castello misterioso in cui, a seconda delle proprie paure, c'era chi ci incontrava mostri, chi fate, chi gnomi e chi folletti. Io sognavo (a dire il vero non ho mai smesso di farlo), di possedere una bacchetta magica. Non volevo la solita lampada di Aladino: quella che esaudisce solo tre desideri. Io volevo la bacchetta magica, perchè è solo con quella che ti senti davvero invincibile: puoi usarla q... (continua) Giovanna Balsamo 08/10/2017 - 08:41 commenti 1 - Numero letture:1474
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