RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Racconti

     
 

Un\\\\\'insolita vita di coppia


Lei: “...Mi ha lanciato sul tavolo pieno di farina e mi ha trattato come l’impasto.”
Lui: “Eh vabbè abbiamo fatto cambio con una coppia di fornai..”
Lei: “Per un momento ho pensato stesse per schizzarsi nelle mutande, quando si è infarinato le mani e ha iniziato a schiaffeggiarmi le chiappe. lei, invece com’era?”
Lui: “un rapporto pulito, innocente, senza perversioni...”
Lei: “Ah poi mentre ero girata ha tirato fuori il mattarello, quello che usa tutti i giorni, e voleva infilarmelo..”
Lui: "e te?”
Lei: “mi son tirata su le mutande e me ne stavo per andare”
Lui: “alla fine?”
Lei: “Ha tirato fuori il suo, di mattarello, ed è durato 5 minuti...tanti baci e saluti”
Lui: “Beh abbiamo conosciuto gente ambigua nella nostra carriera di scambisti, non è così sorprendente.”
Lei: “Io e te scambiamo letti e corpi da 2 anni con “gente nuova” ma l’amore non l’abbiamo mai fatto..”
Lui: “Potremmo ironicamente chiamarla la nostra perversione, ciò che ci lega..”
Lei: “ma non sei... (continua)

Luca Moro 26/03/2018 - 00:18
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Uomo di mare, e di ricordi


Per qualcuno il mare non potrà essere mai un ricordo da conservare in conchiglia dentro uno scatolone.
Quel mare è l’appartenenza a qualcosa che non conosci del tutto, ma che conosce te.
Oggi la barca di Elle è lì, tirata in secco e orfana. La mano che la governa è impegnata a scrivere, tace il vento che di solito la benedice. Elle è anche un pescatore, torna sempre in acqua.
Ma ogni tanto si piazza qui sul molo, e guarda lontano. Gli sfioro il berretto con reverenza, sorride.
Ci sono strolaghe e svassi al porticciolo e facce che raccontano fatiche di giorni interi con il sale, quando la luce brucia e ti abbaglia. Anche se non posso comprendere il modo in cui lui ama il mare, nemmeno io riesco a starne distante. Di mattina, con la pioggia o col sole si alza per pescare. Per amore. Elle ha imparato presto l’arte della rete e i nomi dei pesci. Nel farmi segno con la mano di sedergli accanto si concede lampi di dolcezza, ma ha la scorza di chi sa che i pescatori non hanno un’esistenz... (continua)

Mirko D. Mastro 09/06/2021 - 03:28
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Opera non ancora approvata!

01/01/1970 - 01:00
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VALORI


Smarrito, dimenticato al bordo di una sedia, mi sentivo gonfio, ero da poco uscito da una tasca comoda, dove solitamente alloggiavo, aspettavo, invano, che qualcuno mi raccogliesse.
Per essere riconosciuto, quel giorno, conservavo con me un bel po' di documenti di riconoscimento.
La patente, seppur scaduta, il passaporto che avevo custodito, con premura, in un apposito scompartimento, la carta di identità, ormai logora ma ancora leggibile. Attesi con ansia che qualcuno mettesse mano al mio essere, da quando ero nato il mio destino era stato quello di appartenere. Ora facevo fatica a rimanere senza qualcuno che mi aprisse il cuore. Abbandonato a me stesso, chiuso, ma con tanta ricchezza dentro di me.
Nonostante nella società in cui vivevo, vi fosse stata una caduta di valori, io nella mia esistenza mi ero fatto condurre sempre dagli stessi valori: banconote, tessere bancomat, carte di credito. Abituato ad essere aperto, pronto a condividere il mio contenuto con gli altri, lasciai che... (continua)

Paolo Delladio 02/04/2016 - 12:32
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Opera non ancora approvata!

01/01/1970 - 01:00
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Opera non ancora approvata!

01/01/1970 - 01:00
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VINO GENTILE


Avevo una coda di lucertola tra le mani, l’ultima volta, come un buon suggerimento per scrivere qualcosa; ma si trattava di una scusa. Avrei voluto che m'ingannasse, il movimento di quella coda, e che mi avesse perlomeno distratto; come aveva fatto con il mio cane.
In realtà era un vuoto d’amicizia, che avrei voluto riempire; forse per distrarmi da un cruccio cui era difficile dare una risposta.
Abbiamo camminato insieme, sul quel sentiero abbandonato, lasciando qualche impronta nella polvere della memoria. Una via dimenticata, quasi sommersa o diluita nelle beghe e le inimicizie di questo tempo, eppure così importante; talmente impressa, com’è, nell’amicizia della terra.
Poi è arrivato il soccorso di una fresca mattina d’autunno, con il sole che veniva dal mare, che mi ha portato, finalmente, tra l’uva matura della vigna!
Forse non ve lo aspettavate, ma l’ho appena assaggiato… il mosto dei miei due tini.
La siccità poteva essere un pericolo, per lo sviluppo dei grappoli,... (continua)

Francesco Gentile 25/09/2017 - 17:53
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Visita al castello di Lublino


I passi pesanti, rumorosi, di uomini in armatura echeggiano sul ciottolato. Frammenti di conversazioni di una lingua a me sconosciuta veicolati da un vento d'epoca remota. Clangore di armi contro altre armi e squilli di tromba. Una donna, forse una cortigiana. Essa piange, tra le braccia stringe un lattante che a sua volta strilla acuto. 
Sequenze drammatiche per sempre scolpite nel legno, nella pietra e nei mattoni. Storie in attesa di essere raccontate, sofferenze in attesa di essere ascoltate.

Nota dell'autore: nel 2006, visitai il castello di Lublino. (Zamek Lubelski)
Nel varcare l'ingresso, mi trovai tutt'a un tratto trasportato indietro nel tempo per degli attimi indefiniti.... (continua)


Giuseppe Scilipoti 30/05/2020 - 20:59
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VITA DA CANI


Solo me ne vò per la città,
con la lingua penzolante, con la coda fra le gambe,
sotto una canicola
che sull'asfalto riverbera miraggi d'acqua
cammino in punta di piedi come se avessi paura di disturbare quella quiete che mi circonda.
Agosto, il mese delle ferie, il mese delle partenze, in città non c'è un cane.
Io l'unico, barbone in un luogo deserto.
Non un chiuaua, non un alano, non un bassotto.
Nessuno a cui offrire la mia zampa,
all'improvviso un guaito
proveniente chissà da dove,
interrompe il silenzio inquietante di quella strada.
Rizzo le orecchie, inclino la testa,
comprendo che il lamento proviene da una discarica li vicino.
Mi lascio condurre da quel gemito, sommesso ma continuo,
fra pneumatici abbandonati, mobili in disuso e carcasse di macchine distrutte,
in un mare di rottami intravedo il musetto di un mio simile.
Scodinzolando dalla gioia mi avvicino, annuso il suo corpo, mi sorride
abbasso le orecchie e gli offro la mia zampa.
Finalmente mi sento me... (continua)

Paolo Delladio 23/04/2016 - 00:32
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Vita der vicolo


Bongiorno a lei sora Giocò, me scusi pe` l'ardire
nun è pe m'picciamme de l'affari vostra,
ma m’è sembrato de ave` visto
er sor Augusto, si…proprio lui er vostro
consorte,li dietro all'angoletto
si propro li 'ndo c’è er baretto
der sor Giggetto.
So che lo cercavate, sora Giocò
ma nun ve l'ho avvisato.
Nun è per quarche cosa , ma 
si nun sbajo l'ho visto abbraccicato
stretto stretto ar buio li nell'angoletto
a quella panterona de la fija der
portiere.
Sora Giocò, che fate
mettete giu quo scopettone
pe carità de Dio, ma che ve frega.
Tenetela more` pe carità che questa
mo li scanna tutt'eddua come capretti.
Levateje er cortello da le mano,
Oddio ce sviene ...
Corete commare` serve l'aceto
fatejelo annusa che s'aripia
nine` tireje su le gambe, sventolaje la faccia
E che te lo dico a fa che giornataccia.
Ecchitelo tiè guarda chi ariva, er mandrucone.
A sor Augu, sentite che ve dico, è mejo che ve date a la campagna,e pe quarche
giorno nun ve fate vede, vo... (continua)

Marina Lolli 23/03/2020 - 11:16
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