RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
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Il Colonnello e il soldato Andrea Il tenente colonnello Nicola era proprio odioso, ne aveva le stimmate naturali.
Di origini pugliesi, trapiantato a nord, aveva la voce acuta e stridula che si attagliava al personaggio, legato a piccole formalità da contestare ai soldati e all’addetta alle pulizie della sua stanza. Glauco Ballantini 03/04/2015 - 18:40 commenti 2 - Numero letture:1795
Matador Anche oggi la missione è la stessa. Stanerò i nemici che si nascondono tra le montagne di questo impervio paese.
Il panorama è sempre lo stesso, terra, sassi e deserto. Questo è quello che vedo. Non sono belle immagini a colori, ma, anche se lo fossero, ci sarebbe poco colore da vedere in questa terra sempre grigia e uguale a se stessa. La cuffia mi da noia, anche se rispetto al caldo del posto dove devo andare a colpire, non è noia di molto. Due ore di missione a osservare il percorso stabilito, ben in alto, in modo da non essere colpito da questi guerriglieri che mi sparerebbero addosso anche con i mitra, o mi prenderebbero a sassate se solo li capitassi a tiro; ma non gli capito a tiro, sicuro! Sono a un’altezza che non possono raggiungere con quello che hanno in dotazione. Arrivato all’obiettivo, inquadrerò e sparerò il mio missile. Eccola, finalmente, quella deve essere la costruzione da colpire, da questa distanza non si vede neanche tanto bene, ma il target è sicuro. B... (continua) Glauco Ballantini 04/04/2015 - 22:51 commenti 3 - Numero letture:1493
Il bianco roditore Non era stata piena di sorprese, fino a quel momento, la vita di Nino. Figlio di una benestante famiglia dell’entroterra toscano, con terreni e proprietà immobiliari, che per emanciparsi dal suo essere figlio unico, si era trasferito in città, dopo aver vinto un concorso in una banca locale.
Avrebbe avuto, col tempo, la possibilità di avvicinarsi di nuovo al paese natale, ma non ne aveva fatto di nulla. D’altra parte la scelta di allontanarsi da casa non avrebbe avuto senso se alla prima occasione se ne fosse tornato al paese. Per cosa? Voleva vivere in città, non al paesello, dove tornava spesso il fine settimana dai suoi. La sola compagnia che sopportava era quella di un criceto bianco. Glauco Ballantini 07/04/2015 - 23:22 commenti 2 - Numero letture:1673
Burattinaio di parole Nonna sulla sua poltrona accanto alla finestra semichiusa, vista ormai la bella stagione che era iniziata, perché non entrasse tanta "aria" in casa; nonno alla mia destra davanti al tavolo tondo allungabile del soggiorno.
Alla televisione Gianni Minà presenta Joan Baez nel suo programma Blitz dicendo: "Le abbiamo chiesto di cantarci una canzone italiana, le abbiamo proposto C'era un ragazzo... e la canzone di Marinella..." La Baez sceglie quest'ultima e la canta. Una versione particolare della canzone, alla fine della quale guardo nonno e lo vedo scosso. Mi sorprende, non credo avesse mai sentito la canzone poiché la musica leggera, specie quella dei cantautori, non gli piaceva per nulla. Lo riguardo per trovare una conferma od una smentita: "Mi ha commosso, ... non so perché ma mi ha commosso" mi dice asciugandosi gli occhi. Non avevo mai visto mio nonno con le lacrime agli occhi eppure si commuoveva per una canzone, mio nonno. Si commuoveva e s... (continua) Glauco Ballantini 09/04/2015 - 10:57 commenti 12 - Numero letture:2104
La Brigata del Duca Si apprestava a uscire, il Duca. La sua epoca volgeva all’occaso, la storia gli girava le spalle.
Il suo tempo ormai era concluso. Aveva iniziato la giornata con la quotidiana vestizione, anche se immaginava che all’uscita non ci sarebbe stato nessuno ad attenderlo; sperava solo di non assistere ai lanci di frutta e al “codardo oltraggio” lungo la via dell’esilio, che temeva facesse seguito al “servo encomio” che molti gli avevano tributato da quando era asceso al trono, e che molti tributavano ai regnanti spazzati dall’onda di “mar commosso” che li colpiva. Un’insolita calma “regnava”, si può ben dire, nel Palazzo Ducale; nessuno si faceva vedere, e questo gli metteva una certa apprensione, unita al fatto che sarebbe stata l’ultima volta che avrebbe percorso i corridoi e le stanze che lo costituivano. Sapeva di essersi comportato bene, specie in quell’ultimo atto, aveva voluto che nessuno si facesse male. La ... (continua) Glauco Ballantini 11/04/2015 - 08:50 commenti 3 - Numero letture:1625
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