RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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L'espace d'un matin Anni e anni passati a incontrarsi decine di volte il giorno. Che strani quelli incontri.
In realtà erano stati, da sempre, brevissimi, con la possibilità di darsi solo un cenno istintivo di saluto. Eppure uno si specchiava nell'altra, forse intuiva qualcosa l'uno dell'altra ma... l'incontro era finito. A volte capitava che, per il loro lavoro, si fermassero a conversare per qualche momento, ma poi, il tempo era troppo breve per raccontarsi, dirsi qualcosa che non fosse banale, standard, e che non andasse oltre quella simpatica interazione di pochi attimi. Poi a dire il vero succedeva anche raramente, mentre gli incontri di un momento erano a decine durante la giornata: lavoravano nello stesso posto. Alla sera, ognuno tornava alla sua casa, sotto il suo tetto, pensando a quelli incontri ed a volte capitava, per lavoro, che si scambiassero le residenze; anzi si può proprio dire che ognuno non ne avesse una propria ed anche le cose che si trovavano intorno, alla sera, fossero le ... (continua) Glauco Ballantini 21/07/2015 - 14:41 commenti 2 - Numero letture:1873
Cinema con vista Le sere d’estate al cinema di Antignano iniziavano alle 21.15 ma prima occorreva la preparazione. Solitamente le uscite serali seguivano la cena da nonna dove andavamo tutti, o solo noi bimbi. Poi passavano mamma e babbo a prenderci “al volo”. Nonno mangiava prima perché faceva la maschera: un modo come un altro per restare di lato al mondo dello spettacolo che tanto amava.
Alla conclusione del film la replica del primo tempo, per i ritardatari. O per chi voleva ottimizzare il prezzo del biglietto. I film come tutti, le vedevo in platea. Sedie scricchiolanti e scomode che facevano spesso il paio con le pellicole consumate dall’uso trattandosi, solitamente, di seconde se non terze visioni. Il cinema all'aperto consentiva una visione diversa dello spettacolo rispetto alla sala al chiuso. Il film si mischiava con l'ambiente attorno. Nella proiezione del “Dottor Zivago” per esempio, una serata fresca di settembre, divenne ideale per seguire, infreddoliti un film nel quale il freddo e l... (continua) Glauco Ballantini 20/08/2015 - 11:27 commenti 2 - Numero letture:1629
Giambruno B. Fu illuso dal boom degli anni ottanta sulle nevi del suo Appennino, quando sembrava che per lui si aprissero “le magnifiche sorti e progressive”.
Maestro di sci, ambito dalle turiste dei numerosi alberghi, non si poteva abbassare alla vita e alle donne della piccola frazione. Aspirava a ben altro! Furono le successive crisi a far diminuire lentamente l’afflusso turistico e con esso i successi personali. Lo tradì l’illusione delle settimane bianche, nella quale visse anche la sua vita quotidiana; il tempo lo consumò come il sole scioglieva la neve ogni primavera. Si ritrovò a dividere il resto della vita e la Punto verde con la sorella, come un vecchio prete.... (continua) Glauco Ballantini 21/04/2026 - 09:41 commenti 0 - Numero letture:138
Fausto B. “Lo chiameremo Fausto!”
Disse il mio babbo quando seppe che ero nato maschio, in quel lontano 1953. Garrivano i suoi pensieri, come una bandiera al vento, riempiendosi dello strano rumore di quella felicità, pensando quanto il suo desiderio fosse stato realizzato. Mio padre, era un patito della prima ora di Fausto Coppi, che aveva seguito nelle sue imprese per radio, e poi dal vivo quando passava dalle nostre parti, nelle tappe che toccavano l’appennino tosco- emiliano, sulla salita che dalla Lima portava all’Abetone. Un suo amico gli aveva promesso l’interessamento per portare a Pescaglia il Campionissimo per partecipare al mio battesimo, ed era venuto il momento di dimostrare, non solo a mio padre, che non era un raccontaballe. La chiesa dei Santi Pietro e Paolo avrebbe raccolto, a stento, i Pescagliesi che vi si sarebbero riversati in massa per l’evento. Ci furono i primi contatti, tramite l’amico, con la famiglia di Coppi, con la moglie in particolare, che fu molto gen... (continua) Glauco Ballantini 29/08/2015 - 17:26 commenti 0 - Numero letture:1504
Cara Maestra... Com'è triste il giorno di maggio dentro il vicolo povero e solo! Di tanto sole neppure un raggio, con tante rondini neanche un volo..”
Cominciava così “La gioia perfetta”, la poesia che la Maestra ci spiegava quella mattina di maggio. Una poesia che in quegli anni andava per la maggiore nelle scuole elementari che narrava di una povertà ben portata; una povertà serena perché “pure, c'era in quello squallore, in quell'uggia greve e amara, un profumo di cielo in fiore, un barlume di gioia chiara.” Non c’era da dolersene, in fondo non era drammatica, una condizione della vita che non era colpa di nessuno, e poi bisognava anche sapersi accontentare di quello che si aveva, gioendo delle piccole soddisfazioni che non erano per niente negate. I fiori, per primi, ma anche i bambini. Glauco Ballantini 07/09/2015 - 09:57 commenti 4 - Numero letture:1597
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