RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
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Il viaggio (poesia Burlesca, Rimarolo invertito) diciassettesima tappa Ho ancora la sabbia, che qui è nera, dentro al bavero della giacca dopo la mia passeggiata per il Lido fischiettando tra i denti “Ci son sere qua da noi/ che vuoi farti un giro, però poi non ci vai/ perché il finale qua da noi/ di un film che hai già visto mille volte lo sai”.
Intanto che il salotto itinerante percorreva la litoranea “sul bordo della finestra si è posato un passero. Mi ha guardato con curiosità prendendomi in burla, chiedendosi che cosa poteva occuparmi così tanto. E’ volato via quando ha capito che si trattava della stesura di un testo”(Christian Bobin) Viaggiano con me in poltrone di varia foggia le sagome nitide di Ernesto, Giuseppe e Santa, e le ombre di Ferruccio e Arduino, Glauco e Valentina. Maria Luisa, Barbara e Loris, Antonio, Grazia e Anna Maria, Moreno, Laisa, Mary e Margherita. Mi sono sempre piaciute le ombre senza il fardello dei dettagli. E le qualità dei dettagli. A te ho voluto accostare la poesia burlesca, un genere grottesco caratterizzato dal... (continua) Mirko D. Mastro 18/12/2020 - 19:26 commenti 6 - Numero letture:979
Il viaggio (dal renga al hyakuin, verso che corre vicino) diciottesima tappa “…puoi/ fare quello che non puoi fare mai./ Riprendere a giocare/ riprendere a sognare/ riprendere quel tempo/ che rincorrevi tanto…”.
Ammirando la pietra rossa del castello, l’isolotto e il porto viaggiano con me in questo salotto itinerante in poltrone di varia foggia le sagome nitide di Ernesto, Giuseppe e Santa, e le ombre di Ferruccio e Arduino, Glauco, Valentina e Michele. Maria Luisa, Barbara e Loris, Antonio, Grazia e Anna Maria, Moreno, Laisa, Mary e Margherita. Mi sono sempre piaciute le ombre senza il fardello dei dettagli. E le qualità dei dettagli. “dire ciò che non riesci a dire mai./ Che bello stare insieme/ che sembra di volare/ Che voglia di gridare…/ è Natale e a Natale…”. Nella tappa di Venezia dicevamo che il renga è chiamato anche ‘poesia a catena’. Nasce come un passatempo in cui diversi partecipanti si alternano inserendo ciascuno una strofa, continuazione dei versi precedenti. Da qui il hyakuin, renga di cento strofe. Nel mentre leggerò… hai buttato le ... (continua) Mirko D. Mastro 20/12/2020 - 19:27 commenti 6 - Numero letture:936
Bestia (Traccia fantasma)
Imparai a sopportare nel buio quelle voci che non emettono suono. Quasi ad amarle, come si fa con un amore malato. Mi rigiro ancora tra le orbite della bestia, e nello stordimento mi specchio in quella che è la mia ombra.
Mirko D. Mastro 03/02/2025 - 07:19 commenti 2 - Numero letture:373
Il viaggio (eco versi, le Grange) diciannovesima tappa Quest’oggi il nostro salotto itinerante si troverà ad affrontare, se così si può dire, una specie di turbolenza. Sentirete sobbalzare le vostre poltrone di varia foggia, ma restate seduti tranquilli ognuno al proprio posto.
“Ma che ci posso fare/ se a me piace il Natale…/ Ma che ci posso fare/ se mi piace tirare la neve/ c'è più gusto a mangiare/ a bere e ad abbracciarsi ancora./ Chiudi gli occhi, esprimi un desiderio/ ed immagina che sia vero”. Vedo le sagome nitide di Ernesto, Giuseppe e Santa, e le ombre di Ferruccio e Arduino, Glauco, Valentina, Michele e Teresa. Maria Luisa, Barbara e Loris, Antonio, Grazia e Anna Maria, Moreno, Laisa, Mary e Margherita. Continuano a piacermi le ombre senza il fardello dei dettagli. E le qualità dei dettagli. Viaggeremo lì “dove fiorisce il rosmarino c’è una fontana scura… dove cammina il mio destino c’è un filo di paura”, canta Fabrizio De André. Ho pensato di accostarti l’ecopoesia, un genere particolare che si è sviluppato a partire dall'... (continua) Mirko D. Mastro 22/12/2020 - 19:28 commenti 6 - Numero letture:973
L’autore del Tomo 7:10 Non furtum facies
Come ogni giorno verso l’ora di pranzo esco dallo spazio bianco del dorso e, costeggiando la gabbia di testo fino in fondo al margine di taglio, appendo ai risguardi di copertina il domino per il cappuccio, ma dalla parte bianca. Come ogni giorno verso l’ora di pranzo il ragazzo col nodo alla cravatta allentato esce dal cancello e, costeggiando la siepe rossa fino in fondo alla stradina, raggiunge la cassetta della posta. Di solito si stiracchia prima di aprirla, poi se ci sono dentro bollette sbuffa solo un po’. Mirko D. Mastro 13/03/2023 - 19:36 commenti 5 - Numero letture:682
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