RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Autore

     
 



Il Tomo- Reprobi Angelus 4.12

Postremo capitulum (aut quartum)
Le ore si posano lente come fa la neve


In un tailleur corvino e occhiaie in tinta con i pensieri, Lobella in compagnia del suo chignon attendeva ansiosa l’amica.
Color delle candele. I brividi crescevano semplici e discreti lungo il suo stelo esile. Cominciava a sentirsi come i bucaneve tra le dita affusolate della strega d’inverno.
Ne percepiva i sospiri.

<<Sto per andare a palazzo con Eva Kant?>> Benedetta, non l’aveva vista arrivare
<<Perdonami, quando sono nervosa dico cose sciocche… Possiamo andare>>

<E tu che ci fai qui!?> visibilmente inquieta Lobella, alla figlia in tuta ginnica scura.

Con due occhioni sagaci, da sotto la cuffia -Vengo con voi…-

<Niente affatto!>

<<Aspetta amica mia…>>

<No Benedetta, non voglio corra pericoli…>

<<Lo capisco, ma è l’unica che conosce il latino. E ho come l’impressione che ci sarà bisogno di lei>>
... (continua)


Mirko D. Mastro 22/09/2025 - 06:43
commenti 1 - Numero letture:342

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Una donna sta anche in come porta l’anima

Ho assopito i sogni, ma resta ancora la tua mano che mi ha scostato nel tuo scivolarmi dalle braccia nel darmi la buonanotte di schiena.
Coricandomi senza sonno mi sono stato vicino, battendo a macchina ti ho trovata che guardavi le onde femminili e ostinate. E così simili tra voi.
Cercando con le mie le tue dita, ti sei irrigidita nel sentire il mio viso sul tuo con le goccioline della brezza. Poscia, come le onde ti sei lasciata andare.
Ti ha attraversata un brivido appoggiandomi la luna sulla guancia, e poi il vuoto.
Quel vuoto che lasciano le onde.


(da Crestomazia, drabble)... (continua)


Mirko D. Mastro 13/02/2024 - 05:22
commenti 2 - Numero letture:601

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Sventola, bianca

Rima viene, siede e corre via
...o indugia in righi di poesia

Il veglio solo quand’è notte
coi calzari dalle suole cotte,
al suono di un’armonica a bocca
verga un’altra nuova filastrocca.

Con le vesti logore, pien di toppe
e le ore di ramazza oramai troppe,
rammenta quando tra cassero e tolda su d'una botte
scriveva, veglio solo, al giunger di una silente notte.

Peritandosi, fido all’alma sua, di non turbar alcuno,
nell’ombrata redola al pruno
di lemmi per l’intera mattina,
di accordi s’allieta al cipiglio della scopa di saggina.

Penna d’oca, china e calamaio
ne ha già almeno un centinaio,
veglio appresso la bicocca
strocca e fila, fila e strocca.

Dai calzetti, come il cuore, pien di toppe
avverte allontanarsi dalle ossa tutte rotte,
con il caldo del camino e gli anni sulle spalle,
il soffio della vita, col vento giù a fondovalle.

Nel cucinino, mentre fuori imbianca,
l’armonica a bocca suona così stanca…
dalla cenere del focolare il buio piano... (continua)


Mirko D. Mastro 11/01/2023 - 08:23
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Cenni di Marceau

Quando il sole si corica sulle preghiere dei bambini,
lui appare nel suo completo grigio e senza calzini…

Loro ci insegnano
che non sempre esser fatti l’uno
per l’altra significa stare insieme.
Vestita della tenda che si gonfia dietro a una finestra lei avrà qualcuno
da rassicurare, poi
lo raggiungerà per arrotolargli le maniche
e allentare il nodo alla cravatta.
Le lascerà cadere la giacca sulle spalle, come due figure melanconiche.
Le chiederà lui di afferrargli forte la mano, e la condurrà solo fin dove
una stella danza sulle punte, e dietro a una piroetta al cielo si appoggia.
Lei potrà così sentirsi in bilico
tra donna e bambina, muovendosi alla poesia delle gocce nella pioggia.

Dicono che lui stette lì per un attimo, poi smise
di parlare a una mezzaluna orfana di una parte..
spenta nell’assenza che non sa mentire, quasi si staccasse
come acqua da una lacrima. E andò via dentro la sua arte.

Ogni volta che il sole si stropiccia pigro gl’occhi dietro ai panni... (continua)


Mirko D. Mastro 19/01/2023 - 09:45
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Part-time

Quello che resta di D. è un padre, perché l’uomo è oramai solo part-time.
Riesce a sentirsi completo, a settimane alterne a seconda dei turni al lavoro di Elisa, tra le 7.20 e le 8.10 o tra le 16.00 e le 17.00 quando porta o va a prendere i suoi ragazzini a scuola.
E nel fine settimana… un giorno e mezzo tutto con loro.
Sa D. che in fondo è fortunato perché Elisa gli permette di stare con i suoi figli ogni week-end.
Loro stanno facendo fatica, era prevedibile vista la situazione, ma vivono il tempo col padre come una gita fuori porta o tante piccole vacanze ravvicinate.
Hanno aiutato D. ad arredare la sua casetta, gli danno continui consigli sulla disposizione del mobilio e lo sgridano se qualcosa è in disordine. Quando lo fanno, D. sorride.
Solo in quei momenti riesce a sentirsi ancora felice.
Cinque chilometri o poco più distano le due case, ma quando è sera durante la settimana il vuoto che fa compagnia a D. è una voragine che pare inghiottire i pensieri…
…poi arriva la tele... (continua)

Mirko D. Mastro 01/06/2023 - 08:38
commenti 6 - Numero letture:722

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