La sera tardi anche se non tirava vento la porta sbatteva, dietro papà tirava un sospiro sulla voce alta di mia madre.
Solo qualche volta si sentiva anche lui ma per poco, poi usciva.
Un mattino non è più rientrato, è rimasto nel foglio insieme al vento contro la mia scarpa sul gioco dell'appeso.
Così tra me e la donna che avevo sposato, ma io sono sempre tornato. Fino a un giorno di vento di qualche anno fa, per i miei figli.
In tutto questo tempo ogni porta è rimasta chiusa fin quando una voce nuova mi ha tirato a sé nella lunghezza breve di un sospiro.
Ma dietro l’angolo di notte, al mattino non resta nessuna magia.
E dove corre il vento forse non c’è nulla.
(da Attimi di prosa, M.D.Mastro)... (continua)
La vita, per l'uomo,
è come un ristorante,
con grande appetito entra,
ordina un buon primo,
un gustoso secondo,
un ottimo vino,
frutta di stagione,
un dolce delizioso,
un buon caffè.
Poi, sazio e soddisfatto,
si avvia verso l'uscita,
si gira,
guarda i commensali
che gioiosamente gustano
ciò di cui lui ha già goduto
e, senza invidia,
con un sorriso,
attraversa la porta
e scompare tra la folla....
(continua)
Sandro Pertini
Presidente tra la gente
Venticinque settembre
ti ha messo al mondo,
otto luglio
ti ha messo a guidare
un Paese.
Io e te dividiamo
lo stesso giorno di nascita,
anni diversi,
e stesse iniziali: S.P.
Ma tu sei pagina d’Italia.
Tu non eri di seta, Sandro.
Eri di lana ruvida, di pietra
e di mare.
Di quella che scalda davvero.
Non sei stato
Presidente di velluto,
sei stato
Presidente di piazza.
Di quelli che si tolgono
la giacca perché fa caldo,
che vanno allo stadio
e tifano senza chiedere
il permesso al protocollo.
Avevi il “brutto carattere”.
Grazie al cielo.
Perché solo chi ha carattere
sa dire no quando tutti dicono sì.
Solo chi ha carattere
va in galera per le idee
e ne esce con le idee
più grandi.
Solo chi ha carattere
in carcere leggeva
e fuori lottava,
ed entrava al Quirinale senza inchini
ma con la schiena dritta
di un partigiano.
Presidente vero,
il più significat... (continua)
Se vent'anni fa
mi avessero detto che un giorno
nel calcio avremmo fatto fiasco
e nel tennis saremmo diventati una potenza,
avrei consigliato di posarlo, il fiasco.
Invece col pallone
siamo diventati campioni
d'assenza e irrilevanza,
mentre con la pallina gialla
siamo quasi una sentenza.
Eravamo occasionali della racchetta e adesso,
di coppe Davis facciamo incetta.
Fino a pochi anni fa i titoli
erano racconti di ricordi sfocati
legati a Pietrangeli, Bertolucci e Panatta.
Wimbledon era sempre stato
un torneo straniero,
una terra fatta d'erba
praticamente inesplorata.
Già era un successo
superare la prima giornata.
Ma Jannik,
nato per fare qualcosa di mai ipotizzato,
ci ha regalato e poi ha ripetuto
un trionfo che in 150 anni,
solo una volta avevamo sfiorato.
Non è il tennis
il mio sport preferito,
ma per le inedite emozioni che ho provato,
non posso far altro
che essere grato.
Anche se solo attraverso uno schermo,
posso dire
che tutto questo l'ho v...
(continua)
Raggi di Sole
Dalla grande finestra il Sole allungava i suoi ultimi raggi.
“ Ti amo troppo per lasciarti andare”
Speranza…
Tramonto
Dalla grande finestra il Sole volgeva ormai al tramonto.
“ Se mi ami veramente, ti prego, lasciami andare”
Buio…... (continua)