Poi non restano più parole
quando il silenzio si fa spazio nei tuoi pensieri
quando si chiude un portone
che non entra uno spiraglio di luce
Poi non restano più parole
quando una mente teme di trovarsi
un essere che non gli appartiene
ma che ha, che deve tenere, domandandosi di chi è
Poi non restano più parole
quando si pensa che la colpa non è solo di una persona
quando ti arrabbi meno, tranquillizzandoti
pensando che ciò che è veramente tuo, nessuno può togliertelo
Poi non restano più parole
quando la legge ha stabilito ciò, per chiunque
quando non si approvano passi falsi, furbizia
quando colei o colui che sta male, intuisce
molto più, di qualunque altra persona
Poi non restano più parole
ma restano i ricordi, i sentimenti
restano le speranze
restano le persone, le storie, le emozioni
Poi non restano più parole
Ma resta la vita, che va avanti, che cambia
Resta il tempo, che guarisce, che insegna, che regala
Resta il cuore che vive e sogna
Rifless... (continua)
Non vedeva la figlia da tanto tempo.
Luisa si arrangiava come poteva, anche se l' età si faceva sentire.
Aveva le rughe e i capelli bianchi, le sue mani cercavano carezze e i suoi occhi erano tristi.
Voleva bene a sua figlia, ma era tanto orgogliosa, dopo tanti litigi ed incomprensioni.
Passava le giornate a guardare il telefono e le sagome che vedeva dei passanti dalla finestra.
Quella sera prese sonno presto.
Così nei suoi sogni, l' abbracciò.
Camminavano di nuovo unite in un sorriso.
All' improvviso una carezza sulla sua mano la svegliò, non era solo un semplice sogno!...
(continua)
L’uomo da tutto il giorno ascoltava la solitudine, neanche lei gli parlava.
Verso sera salì sul cornicione senza provare emozioni, solo ci salì e guardò sotto. Poi una scia in cielo, e di nuovo sotto. In un angolo il cappello.
Il piede come un battaglio a mezz’aria, dentro la testa il silenzio delle campane nelle notti immobili.
Un’unica sola brezza lo spaventò, era il ricordo… non poteva fare ai suoi figli quello che fece a lui suo padre.
(da Storie dell'uomo col cappello, drabble)... (continua)
La Valle era lunga e stretta, incuneata tra i ripidi pendii dei monti circostanti.
Iniziava a scendere qualche fiocco di neve e da qualche giorno l’erba dei prati era ricoperta da spessi cristalli di brina.
Non era un posto per tutti.
Lunghe stalattiti come mani ossute scendevano dalle rocce e silenzioso il fiume scorreva sotto uno strato di ghiaccio, lasciando libera di tanto in tanto qualche cascata.
Il buio abbracciava ogni cosa.
Tuttavia, facendo attenzione, si poteva scorgere una fioca luce a ridosso del fiume.
Nella piccola stalla, erano radunate alcune persone attorno ad un umile fuocherello. Erano per lo più bambini, che si stringevano in mantelli sgualciti. Dalle loro bocche usciva aria densa ad ogni respiro.
Gli occhietti vispi di ognuno di loro erano catturati da una vecchia signora curva su se stessa, seduta su uno sgabello di legno, al fianco di tre sparute mucche e un vitello.
La vecchia signora attraverso i suoi occhi bianchi e quasi chiusi, poteva raccontare qu...
(continua)
Per un' esistenza fugace ma intensa
sceglierei la serenità nell'ordine
e la felicità in attimi di disordinata follia...
(continua)