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GISELLE

Una pagina di diario di Carla Fracci…. Anno 1980

Scrivo queste pagine , per alleggerire quella tensione che si crea ad una prima .
Sono euforica e terrorizzata al tempo stesso.
Oggi mi sono arrivati fiori ,quanti ammiratori , mi si avvicinano mi stringono mani, mi salutano e mettendosi la mano sul cuore…mi acclamano.
nello stesso istante un benessere fisico profondo espande dentro di me ed una stabilità una forza, una sicurezza mi fa da padrona .
Sono passati ventidue anni da quando sono diventata prima ballerina.
Stasera rappresenterò GISELLE quante emozioni, quanti passi disegnati su quelle tavole di legno e quanti sospiri emanati per creare la giusta atmosfera….
non è la prima volta che la rappresento ma ogni volta è diverso…
Roma, citta goliardica ,nottambula, ecclettica e impregnata di storia di grandi passioni e di gravi ingiustizie, ma sempre Roma .
Oggi niente prove…il palco mi serve per vivere la favola e con la mente ripasso i miei passi e osservo, riconosco quel palco che mi ha accolto, sono grata della possibilità di potermi esibire di nuovo.
Io …come la grande ballerina di danza classica Tamara Karsavina sono riconoscente all’arte mi ha dato tanto anche se chiede sempre tanto in cambio.
Mi sento cambiata piccole pillole di saggezza mi solleticano l’anima, spiritualmente in modo elevato…ma non so se riesci a capirmi , ho bisogno di scrivere queste cose intime, mi guardo le mani sono nervose, scheletriche bianche e affusolate .
Un fascino che crea il solo ondeggiare e coreografie dettate dalla mia mente chiudendo gli occhi muovo nel silenzio della mia stanza e cerco quella calma che raggiungo solo con il ballo.
Pollice verso il medio …… per rendere ancora più gentile il gesto.
Le muovo e sinuosamente ogni parte del corpo risponde ad un aria di musicità che entra dentro.
Le prove sono sfiancanti….ogni giorno mi dedico a nuove idee di interpretazione ….anche se la costanza di ripetere i passi che hanno da sempre caratterizzato la scuola e la mia formazione sono la base per diventare grande come ora mi sento.
Amo talmente tanto questo mio lavoro…no parola sbagliata…questa mia interpretazione.. che la musica e la storia prendono il sopravvento sulla fatica .
Amore odio odio amore sentimenti che devono coesistere, per essere veramente me stessa.
I costumi creati su di me arricchiscono quello che già sento e studio anche il trucco che definisce la perfezione di questo personaggio.
Lacrime scendono sulle gote e crampi allo stomaco….ma tutto si placa basta solo una bustina di zucchero.
Le diete che seguo, come ogni altra ballerina mi abbassano il tono dell’umore ,ma stasera voglio essere al top.
Ora esco.
Mancano solo 2 ore .
Mi accompagna , la mia fedele segretaria, Lei si prende cura di tutti i miei impegni è la mia agenda vivente.
Quando entro nel mio camerino, mi isolo dal resto del teatro e sento solo le voci del mio personaggio che muove i fili del mio corpo.
mi cullo in uno stato di estasi quasi fossi altrove…e ti farò vedere di cosa sono capace.
In fondo sono io Carla Fracci.



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Racconto scritto il 23/01/2012 - 21:05
Da Alice clarence
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