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- Ciao.
- Ciao
- Come ti chiami?
- Mi chiamo Vittima Secondaria.Come dici?
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- Che razza di nome è?
- Mi chiamo così.
- E' cosi che mi chiamano su tutti quei fogli.
-Dove abito?abito lì nella casa famiglia.
....ma no! Non con la mia famiglia! È dove abitano quelli che la famiglia non ce l'hanno.
- Gente ce n'è certo. Ma nessuno è la mia mamma.
No, neanche il papà c'è.
- Perché sono qui?
Perché nessuno poteva tenermi con sé.
-Quanti anni ho? Ho sette anni.
- Sì sì la ricordo la mamma, era bella, con tanti capelli, e tanti denti quando sorrideva ...mi faceva ridere sempre...
Sì mi manca, mi manca tanto.
Mi manca tanto non poterla più chiamare.
Però la penso tanto.
E chiudo sempre gli occhi per sognarla.
Le ho promesso che da grande farò il giudice,
...per mettere in prigione tutti i papà che uccidono le mamme...



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Racconto scritto il 02/02/2022 - 23:47
Da adriana ferretti
Letta n.842 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Leggendo ci si sofferma a pensare agli effetti collaterali di certe efferate azioni.

Maria Luisa Bandiera 03/02/2022 - 07:26

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