Scrittura Creativa |
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LISTA DELLE SCRITTURE CREATIVE PER GRADIMENTO Claudia, la nostra Claudia
Ormai sono circa quattro anni da quando lei non vive più. Avvolta nel suo scialle ocra antico, capelli secchi e biondi che lambiscono le spalle quasi a significare un minimo di vita elegante ancora. Quella figura la trascina da una stanza all’altra ma, senza incidere più di tanto, come appartenesse ad un corpo svuotato , privo di vita ancorché alto, slanciato , elegante. Le ho tentate tutte,ma veramente tutte, per cercare di ricondurre Adriana, già è il suo nome, mia moglie , ad una sorta di vita accettabile dopo la tragica e violenta scomparsa di nostra figlia Claudia. Per anni avevo insistito affinché non avesse quel motorino, tanto agognato da lei, ma i suoi 14 anni sembravano imporre questa scelta. Una decisione quasi sociale , un modo di uniformarsi agli altri. L’ennesimo status- symbol del quale non si poteva far a meno. Poi si sa, uno pensa e crede ; perché proprio a noi? Invece fu proprio a noi. Una delle tante mattine , aria frizzante m... (continua) luciano rosario capaldo 27/06/2015 - 15:35 commenti 4 - Numero letture:1903Argomento: INCIPIT
La saggezza della spada Mi vidi riflesso sullo specchio dell’acqua. Era limpida e si muoveva leggermente come le onde dei capelli. Ad un tratto spuntò fuori una spada dall’acqua. Che strana, pensai. L’afferrai e mi trascinò subito giù negli abissi. Era un Marlin. Vidi la stazza del pesce, e pensai ad Hemingway. Volai con lui e mi mostrò le grandezze marine, la vita sotto di noi, e ciò che veramente siamo. Era nobile e parlava molto bene la mia lingua. Mi disse che stavamo sbagliando tutto. Non capivamo più le nostre necessità e li stavamo distruggendo. Vidi le alghe atterrite, e altri pesci che non creavano più dei vortici. Qualcosa mi strinse al collo. Uno squalo. Mi disse che non ero degno. Quel mondo non ci apparteneva. L’immensità non era più nostra. Abbiamo contaminato quella perfezione con le nostre sporcizie. Venni scaraventato fuori. Guardai le stelle e dissi «Restano solo loro… Chissà». Mi svegliai di soprassalto. Incominciai a scrivere.... (continua)
Salvatore Mauro 27/08/2015 - 17:30 commenti 0 - Numero letture:1397Argomento: ESERCIZIO DI CONCISIVITA'
AMORE ACERBO Allora, non mi fai entrare? Ancora oggi ricordo quella voce supplichevole ma decisa insieme allo scricchiolio delle tavole di legno che a mala pena chiudevano l’entrata della soffitta. – No, vattene via…come mi hai trovato…non voglio vederti più.-Ero nel mio rifugio segreto, nella stanza dei sogni perduti…a 16 anni di sogni ne avevo molti.Chi mi pregava era il mio primo amore di tre anni più grande. Per lui avevo preso una cotta che non mi faceva ragionare, non sapevo neanche cosa fosse l’amore…si trattava di una possibile infatuazione. Mi avvicinai alla porta del vecchio solaio e singhiozzante, disperata gli dissi – Ti ho visto sai, eri con la mia migliore amica, ridevate mangiando il gelato…quello alle fragole il mio preferito! -No ti sbagli non è andata cosi.- -Zitto pinocchio, il tuo naso si sta allungando enormemente ha oltrepassato la porta, lo tocco, adesso te lo spezzo!-La supplica si tramutò in una sonora risata. -Meno male che tua nonna non c’è e il fattore sta in campagn... (continua)
mirella narducci 07/02/2019 - 18:23 commenti 5 - Numero letture:1453Argomento: INCIPIT DIALOGATO
Una gondola d\'amore. Una gondola d’amore
luciano rosario capaldo 07/07/2015 - 12:35 commenti 8 - Numero letture:1857Argomento: LA TRAMA
Il vedovo Il vedovo.
Non succede spesso che mia moglie ed io si vada a teatro. L’occasione ci è stata data da una sua collega che adora Cristicchi e saputo che al Teatro Carcano si rappresentava una sua opera, “Magazzino 18”, di cui era unico protagonista, ha tanto insistito che alla fine ci siamo lasciati convincere. Abbiamo preso la metro verso le 20; il traffico dei pendolari era quasi del tutto scemato, ci siamo infilati nell’ultima carrozza che di solito è anche la meno affollata. Con noi infatti solo altre due persone: una giovane ragazzina, nera, con due occhi… che vi lascio immaginare, una cuffia di lana che lasciava spuntare un ciuffo nero spruzzato di azzurro, con tanto di cuffie, che stava beatamente ascoltando qualche pezzo dei suoi preferiti accompagnandolo con l’andamento del capo, poi, un po’ scostato, c’era “lui”. Si “lui” “il vedovo” questo era infatti il suo nome, o meglio, il suo nomignolo che le era stato affibbiato dalle sue dipendenti e tra queste mia moglie e l’a... (continua) Roberto Colombo 18/01/2015 - 13:00 commenti 17 - Numero letture:1584Argomento: PERSONAGGI CATTIVI (con qualche buona qualità)
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