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Mirando il mio ulivo

Vetusto ulivo, che i secoli sfidi
e che alla tua tarda etade doni
il frutto pregiato ed olezzante,
oggi vai incontro a tempi infidi
per colpa d’individui cialtroni,
che rendono la flora agonizzante.


L’ombra della tua verde chioma,
stupenda, frondosa e ventilante,
invita a condividere il tuo manto
e la panoramica di diversa croma,
ch’io miro, mi rende più sognante
e m’ispira i versi che io ti canto.


La primavera è la stagion del fiore,
nonché del frutto che t’adorna tutto,
mentre in autunno doni l’aureo latte.
Sei emblema di pace, forza e onore,
dalla Genesi fosti amato dappertutto;
punisca la saggia Atena chi ti abbatte.


Mirandoti, vedo me, vivace infante,
ascendere il tronco e i robusti rami
per lambire gli uccellini implumi,
che dal loro nido alto e basculante
emettevano i loro striduli richiami
all’attiva madre per i lor consumi.


Dall’alto sito osservavo più paesi:
Nissa, Enna, Barra e Mazzarino,
che illuminano il buio della notte;
oltre allo sprazzo, v’erano lumi accesi
dove mio padre suonava il mandolino,
mentre gli astanti, onoravano la botte.


Il teatro campestre, il trillo e il canto,
la luna e le ombre, le stelle saettanti,
le zagare e i lor profumi penetranti
rendevano il sito un dolce incanto.


Ancora oggi che ho più di settant’anni,
antico ulivo, mi sei caro nel ricordo
unitamente alla fauna e all’altra flora.
Spero che mi ricordi ancor per anni
quand’io salirò della barca a bordo
di Caronte che traghetta ad ogni ora.


Dal mio libro "BRIO E MALINCONIA"



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Poesia scritta il 16/07/2016 - 12:23
Da Gino Ragusa Di Romano
Letta n.1517 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


I vostri commenti sono la cartina di tornasole dei miei componimenti. Ringraziandovi, m'inchino alle vostre validissime opere. Ad maiora, gentili poetesse e poeti.

Gino Ragusa Di Romano 18/07/2016 - 10:13

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L'ULIVO? L'ALBERO CHE GUARDA DIVERSE GENERAZIONI...
DA NOI C'E' UN DETTO... IL NONNO LO PIANTA... FIGLIO LO COLTIVA... E IL NIPOTE NE COGLE IL FRUTTO.
ECCELLENTI STROFE GIOVANNI
LIETA DOMENICA.
*****

Rocco Michele LETTINI 17/07/2016 - 12:02

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opera stupenda

Sildom Minunni 16/07/2016 - 20:24

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Ciao Gino la tua opera di tale bellezza
che in mezzo a quell'ulivo secolare mi sono persa. Penso deve essere bello vedere un panorama come tu lo rappresenti.


A te un grazie di cuore per aver condiviso questo tuo pensiero.
Ti abbraccio buona domenica.


Maria Cimino 16/07/2016 - 18:09

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tutta la poesia è di una bellezza struggente, un misto d'amore e di malinconia attanaglia il lettore, gli lasciano immaginare il paesaggio a perdita d'occhio, ma gli occhi sono portati a concentrarsi sull'ulivo secolare, nobile e altero, eletto a testimone di un'esistenza che lo ripagherà con lo stesso ricordo d'amore.
5* Grazie. Mi sono commosso.
Salvo

salvo bonafè 16/07/2016 - 16:29

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poesia stupenda

Claudia Cerreto 16/07/2016 - 14:57

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