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OGGI SEI TU L\'EMIGRATO

Da lontano fin qui tu sei venuto,
con la valigia piena di sogni e di speranza,
una sfida alla fame e ci hai creduto,
sei solo ricco ti tanta lontananza.

Non hai scelto tu che cosa fare,
fatica, una paga misera ogni giorno,
lavorare, poco per te, solo risparmiare,
per preparare il viaggio di ritorno.


E’ mezzodì, son già andati i tuoi compagni,
abitano qui, loro, sono italiani,
da una fredda ciotola tu mangi e non ti lagni,
il pane ha il sapor delle tue sporche mani.


Eppure un giorno, noi eravamo gli emigrati,
in giro per il mondo, soli a soffrire,
forse adesso ce ne siam scordati,
se ti sfruttiam dall'alba all'imbrunire.


Amaro pane, forse amara terra,
pensa ai tuoi cari, alla casa e ai figli tuoi !
Tornerai un giorno, batterà forte il tuo cuore,
hai lavorato, sofferto e pianto per il loro amore.



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Poesia scritta il 15/02/2017 - 18:37
Da ALFONSO BORDONARO
Letta n.1644 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


Un grande tema sul quale insistono molte opinioni, una cosa però è certa: siamo tutti figli di questa terra ed un minimo di giustizia universale sarebbe opportuna mettendo da parte miseri egoismi.....L'opera è ben scritta e rende appieno il concetto.

Francesco Scolaro 16/02/2017 - 17:38

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Hai un po' esasperato in chiave retorica il fenomeno immigrati.Forse i nostri avi erano cosi ora le cose sono cambiate pur tuttavia per alcuni resta un serioso problema verso il quale il nostro governo fa orecchie da mercante.Resta tuttavia una bellissima opera carica della tua umanità dettata da un animo sensibile.Buina giornata Alfonso e sempre graditi i tuoi passaggi.

antonio girardi 16/02/2017 - 12:04

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Poesia molto profonda e reale che tocca i cuori scritta in maniera eccelsa .5*

Paolo Perrone 16/02/2017 - 10:27

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UN TOCCANTE VERSEGGIO... IN ACUTE QUARTINE... COSTRUTTE PER LASCIARE CAPIRE... PER LASCIARE RIFLETTERE...
IL VIAGGIO DI UN EMIGRANTE? PER LA FAMIGLIA... PER LA FAME... PER UN DIVERSO AVVENIRE.
LIETA GIORNATA, ANTONIO.
*****

Rocco Michele LETTINI 16/02/2017 - 09:31

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Oggi chiudono le frontiere anche a coloro che veramente hanno bisogno FI espatriare. Un tempo i nostri avi hanno calcato un suolo non loro, rispettando le leggi del paese ospite. Oggi manca solo quelli, il riconoscimento a priori di tutti coloro che giungono nel nostro paese e nel fare rispettare i nostri usi e costumi, senza dimenticare i lori. Tema arduo, ma attuale.5*

Teresa Peluso 16/02/2017 - 07:58

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ALFONSO B.Un mio avo partì per L'America e diventò un noto Stilista dell'epoca nel viale di Broadway. Altri tempi altri emigranti. Con il cervello e l'ingegno il pane può non avere il sapore delle mani sporche....I periodi sono tutti diversi, caratterizzati dalle avversità che ci sono nel mondo. Troppo breve lo spazio per spiegarmi meglio. Notte 5* per la poesia

mirella narducci 15/02/2017 - 23:32

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Un tema dolente quello da te trattato. Molto sentita.

Giulia Bellucci 15/02/2017 - 22:22

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L'emigrato a scappar dalla fame ed il profugo a fuggir la morte, anch'io ... sarei tra i primi e qualche altro italiano, sono sicuro, mi seguirebbe. Solo chi ha provato non se l'è scordato

Wilobi . 15/02/2017 - 22:03

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una splendida opera e come hai detto siamo stati anche noi emigrati ma la speranza che tornino a casa loro credo non lo pensino anzi arriveranno a flotte i parenti qui c'è tutto e tutto gratis 5*

GIANCARLO LUPO POETA DELL'AMO 15/02/2017 - 21:46

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