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Il borgo incantato

Il borgo incantato


Disteso sul morbido colle
scorreva sereno l’esistere
e del ruscello le limpide acque,
si viveva di piccole cose
e tanto bastava:
una modesta casa,
un piccolo orto,
quattro polli,
a volte anche un porco,
erano l’orgoglio
delle famiglie del borgo.


Un tempo diverso scandiva
il rintocco della vecchia campana
che dal campanile,
spargendosi a valle,
invitava a staccare
all’ora di pranzare.


Si riunivano le famiglie attorno al focolare,
la sera, e prima di cenare
il buon Dio non si scordava di ringraziare.


E il vecchio nonno
raccontava la solita favola
all’incantati sguardi
dei piccoli nipoti,
poi…
luci spente e tutti a nanna.


Arrivò un dì, impetuoso il progresso,
e con esso…
la magia dell’immagine: la televisione.
Conta più l’apparire dell’essere
era il subdolo messaggio,
l’oppio dei popoli che lanciato
attraverso il tubo catodico
entrò nelle case,
penetrò nello sguardo incantato
e contagiò anche l’animo
di chi ancora credeva alle favole:
insinuandosi nelle indifese semplici menti
devastò certezze acquisite.
Improvvisamente
gli uomini non vollero più faticare,
i bimbi le favole non vollero più ascoltare,
le donne non desiderarono più partorire;
si sfaldò, rapidamente, il tessuto sociale
quando i giovani, il canto delle sirene scelsero d’inseguire.


Case vuote sul morbido colle,
l’acqua del ruscello che ancora scorre,
quattro vecchi che non vollero andare
ancora lì, seduti sull’uscio ad aspettare,
solo questo è rimasto…
del borgo incantato.



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Poesia scritta il 19/10/2017 - 18:34
Da vecchio scarpone
Letta n.93 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


la domanda delle domande è: dove ci porteranno questi nuovi valori che considerano i vecchi, e la loro saggezza frutto di una lunga esperienza di vita, non più una risorsa ma un peso che sottrae risorse al nuovo che avanza? Temo che la risposta vada letta nelle guerre e negli sconvolgimenti ambientali che senza soluzione di continuità stanno devastando la nostra bella Terra. Ti ringrazio.
Ciao Teresa
Giancarlo

vecchio scarpone 20/10/2017 - 09:26

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Non esistono più i valori di un tempo,quando bastava Poco a rendere felice l'esistenza. Certo il progresso non si può fermare, ma, insieme al benessere ha portato anche l'infelicità e lo sfaldamento delle famiglie. I giovani sono fuggiti ed invecchiano rimangono ancora sull'uscio ad aspettare

Teresa Peluso 20/10/2017 - 06:09

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Di nulla!
Sì.. ma infatti è tutto così chiaro dal tuo scritto.....
Mi hai fatto pensare al paesino di mia nonna, nell'entroterra, dove le persone di una certa età vivono ancora così legate alle vecchie abitudini e tradizioni , come il progresso non li toccasse ed è tutto un tuffo nel sereno passato...mentre invece tra i giovani il progresso è giunto anche lì ovviamente e ognuno segue le nuove onde della moderna civiltà....

Alessia Torres 19/10/2017 - 23:26

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è una nostalgica rappresentazione del bel tempo andato, di come scorreva la vita, più a misura d'uomo, in un borgo dove la sera seduti sugli usci di casa ci si raccontava la giornata... e poi, tutti a nanna. Finché giunse un dì il progresso, col suo carico di fantasmagoriche novità, e tutto finì. Rimasero i vecchi a testimoniare un passato che, purtroppo, non potrà mai tornare. Ti ringrazio.
Ciao Alessia
Giancarlo

vecchio scarpone 19/10/2017 - 23:16

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Hai fatto un lucidissimo ritratto della vita di un tempo, semplice, vera, senza fronzoli ma con tutto quel che bastava per vivere circondati dalla bellezza dei sentimenti! E poi quel tubo catodico che nelle case ha messo scompiglio e confusione fino ad arrivare ai nostri giorni, dove l'evoluzione tecnologica ha dato i suoi mille vantaggi ma ha tolto anche tanta verità alla vita....
Bella composizione, ricca di motivi e che dona anche un senso di pace!

Alessia Torres 19/10/2017 - 23:04

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