intorno alla brulla luce ,
delle guizzanti fiamme
cantavan festanti
ricordando lampi di vita,
da sapidi liuquori inebriati.
Altra legna quinci ,
la brace scintillante nella notte
arroventava i ferri della recente cena.
Come consumata ballerina
danzava la vampa allegra ,
lei padrona della scena ,
d' un teatro apparato
tra ' alberi e rovi.
Si cingeva della sua veste di fumo,
di ceppi scoppiettanti,
ll lezzo della diva.
Sul viso, nell' incerto scorger
disegna
quel che ella vole,
nella bruma notturna.
Il civettar delle fanciulle
nascoste dalle rosse
lance della pira
s' univa al cinguettar
tra i tronchi di notturni scrutatori
Di poi,canti che Bacco allena
quando.il sangue si fa di foco,
per il vino che solleva.
Ah giovinezza che lasci correr affanni
pria che vecchiezza sia piena.
Gioventu' la vita rasserena
come l 'acqua la terra morta ravvena.
Lo scoppiettar della brace
nuova legna vole e ,
spera acciocche' quel gioco
non abbia mai pena.
Quanti pensieri attorno quella schiera,
volavan nel silenzio ,
come fan le le faville,
per perdersi poi
nel vento che le dispara.
Quando quel fuoco
non ha piu ciocchi che ei brama,
decade si fa misero
ogni ramo chiama a se,
pria che dispaia la linfa vital
che lo fece gaio.
Gli ultimi brilli muion con la cenere
ed il fumo chiude la vispa lampa.
Cosi' la vita nostra
tanto ardiamo di posseder
piu di quanto il viver conta ,
Deh invero non ascolta
al divenir che morte
opera nulla rimane
solo.polvere e una pietra sorda.
delle guizzanti fiamme
cantavan festanti
ricordando lampi di vita,
da sapidi liuquori inebriati.
Altra legna quinci ,
la brace scintillante nella notte
arroventava i ferri della recente cena.
Come consumata ballerina
danzava la vampa allegra ,
lei padrona della scena ,
d' un teatro apparato
tra ' alberi e rovi.
Si cingeva della sua veste di fumo,
di ceppi scoppiettanti,
ll lezzo della diva.
Sul viso, nell' incerto scorger
disegna
quel che ella vole,
nella bruma notturna.
Il civettar delle fanciulle
nascoste dalle rosse
lance della pira
s' univa al cinguettar
tra i tronchi di notturni scrutatori
Di poi,canti che Bacco allena
quando.il sangue si fa di foco,
per il vino che solleva.
Ah giovinezza che lasci correr affanni
pria che vecchiezza sia piena.
Gioventu' la vita rasserena
come l 'acqua la terra morta ravvena.
Lo scoppiettar della brace
nuova legna vole e ,
spera acciocche' quel gioco
non abbia mai pena.
Quanti pensieri attorno quella schiera,
volavan nel silenzio ,
come fan le le faville,
per perdersi poi
nel vento che le dispara.
Quando quel fuoco
non ha piu ciocchi che ei brama,
decade si fa misero
ogni ramo chiama a se,
pria che dispaia la linfa vital
che lo fece gaio.
Gli ultimi brilli muion con la cenere
ed il fumo chiude la vispa lampa.
Cosi' la vita nostra
tanto ardiamo di posseder
piu di quanto il viver conta ,
Deh invero non ascolta
al divenir che morte
opera nulla rimane
solo.polvere e una pietra sorda.
Corrado cioci
Poesia scritta il 13/03/2026 - 20:55Letta n.2 volte.
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