Muore quando il ferro gli attraversa il petto,
quando la guerra gli ruba il nome e lo getta nel fango.
Muore quando il mare lo ingoia senza restituire eco,
quando la fame gli svuota gli occhi e la voce.
quando la guerra gli ruba il nome e lo getta nel fango.
Muore quando il mare lo ingoia senza restituire eco,
quando la fame gli svuota gli occhi e la voce.
Muore tra le urla che nessuno ascolta,
tra le macerie che cancellano i sogni,
sotto cieli che non promettono più alba,
tra mani che non trovano altre mani.
Muore mille volte, dicono,
nel dolore, nella perdita, nell’abbandono.
Ma non è lì che finisce davvero.
Un uomo non muore nel sangue,
non muore nella paura,
non muore neanche nel suo ultimo respiro.
Un uomo muore
quando il suo nome non viene più chiamato,
quando il suo ricordo si spegne nel silenzio,
quando nessuno racconta più la sua storia.
Muore davvero
solo quando viene dimenticato.
Poesia scritta il 19/03/2026 - 20:49Letta n.1 volte.
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