E poi arrivò il giorno in cui andai oltre,
cercando inutilmente l’infinito;
pesanti i miei pensieri come coltre,
ed io rannicchiato dietro un dito.
cercando inutilmente l’infinito;
pesanti i miei pensieri come coltre,
ed io rannicchiato dietro un dito.
Perché lì, nel mio "oltre", nulla vedevo
e tutto mi appariva un po' confuso;
sembrava che la terra fosse brulla
e io, ostinato, a sbatterci il muso.
E poi finì quel giorno, come gli altri,
ed io pensavo: «Aspetto ancora un poco»,
mentre i pensieri, che s’eran fatti scaltri:
«Su, lascia stare, la vita in fondo è un gioco».
300426
Poesia scritta il 30/04/2026 - 21:53Da andrea sergi
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