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Il tronco

IL TRONCO


In balia dei fulmini, delle piogge, e spesso sotto un sole cocente, ero felice, mi sentivo vivo perché ero aggrappato al mondo con le mie radici profonde e potevo mostrare ai passanti tutte le mie foglie lucenti. I bambini spesso si arrampicavano sulle mie braccia e gli uccelli ogni anno intrecciavano pazientemente i nidi per i loro piccoli. Il cielo sopra di me era benevole e qualche volta, senza riuscirvi, provavo a raggiungerlo con le mie fronde. Un giorno d’estate avvertii del fumo minaccioso avvicinarsi sempre di più. Purtroppo le fiamme, spinte dal vento, arrivarono a lambire l’erba secca che mi stava attorno. Era stato un uomo vigliacco e senza scrupoli ad appiccare il fuoco. Le mie foglie iniziarono a cadere, i mie rami a bruciare. Che dolore per le mie radici, che dolore per i piccoli uccelli che con gli occhi spenti smisero di cantare. Perché tanta crudeltà? Uomo, non sai che io sono ossigeno? Non sai che sono linfa vitale per i tuoi polmoni? Perché danneggiare tutto? Non sarebbe stato meglio abbracciarmi? Rilassarti al cospetto della mia bellezza? Avresti potuto comporre poesie o canzoni piuttosto che appiccare il vile fuoco... E invece mi hai ferito! Sono trascorsi mesi, e ora mi ritrovo a galleggiare in un torrente perché qualcuno mi ha abbandonato. Ormai non servo più a nulla, non c’è più nessuno, è rimasta solo l’acqua che mi culla come se volesse consolare il mio dolore.




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Racconto scritto il 03/05/2026 - 13:31
Da Angela Randisi
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