Ai tediosi lacci
dell’io soggiacevo
comparando l’aprirmi
al timore degli inganni,
ma dialogando,
voci porgersi in storie
a cercare equilibri
nell’incontro.
Parimenti librarsi
nei loro cieli
la mia essenza
e frammenti di loro
nel mio cielo,
come gemme incomparabili
al filo della vita.
Così ciascuno
liberato dall’io remoto,
pulsa a nuovo nascimento.
dell’io soggiacevo
comparando l’aprirmi
al timore degli inganni,
ma dialogando,
voci porgersi in storie
a cercare equilibri
nell’incontro.
Parimenti librarsi
nei loro cieli
la mia essenza
e frammenti di loro
nel mio cielo,
come gemme incomparabili
al filo della vita.
Così ciascuno
liberato dall’io remoto,
pulsa a nuovo nascimento.
Poesia scritta il 09/04/2026 - 23:40Letta n.1 volte.
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