Il piccolo sentiero sterrato si fece largo tra i profumi intensi della macchia mediterranea, tra il rosmarino selvatico e i pini d'Aleppo. Dopo l'ultima curva, la vista si aprì improvvisamente, togliendo il respiro.
Davanti a me si stendeva una baia nascosta, un vero paradiso di natura incontaminata, dove l'uomo sembrava non aver mai posato piede. Non c'erano stabilimenti, né rumori, solo il frinire delle cicali e lo sciabordio dolce dell'acqua.
In alto, un cielo azzurro intenso, senza nemmeno una nuvola a sporcarne la perfezione, si fondeva all'orizzonte con l'acqua. Il mare cristallino, di un turchese quasi irreale, era così trasparente che si potevano contare i sassi chiari sul fondale sabbioso, anche dove l'acqua diventava più profonda.
Mi fermai ad ammirare quel paesaggio, respirando l'aria salmastra. Quel luogo non era solo una vista, ma una sensazione di pace assoluta, un rifugio dove il tempo si era fermato.
Racconto scritto il 14/05/2026 - 19:29Letta n.1 volte.
Voto: | su 0 votanti |
Commenti
Nessun commento è presente
Inserisci il tuo commento
Per inserire un commento e per VOTARE devi collegarti alla tua area privata.



