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Le tiepide acque

Lei se ne stava quasi immobile crogiolandosi tra le tiepide acque. Forse un pozza, talvolta aveva pensato ad uno stagno, ma era improbabile visto che non c'erano altri esseri oltre a lei. Lei pensava di essere una lei ma non sapeva che uscendo dalla pozza forse avrebbe trovato qualcuno in disaccordo su questo fatto. Certo che era accogliente però quel molle e umido giaciglio. Forse una palude. A volte pensava di essere lì da sempre, in ogni caso vi era da tempo immemorabile. Non sentiva la solitudine, lei credeva che la solitudine non esistesse, anzi non aveva nemmeno motivo di credere che non esistesse, non avendo mai ricevuto alcuna traccia della sua non esistenza tanto quanto della sua esistenza. Eppure un giorno le venne il sospetto che non fosse sempre stato così, arrivò anzi a capire che non aveva sempre vissuto in quella pozza. Forse ricordi, forse sogni riaffioravano di tanto in tanto nella sua mente confusa e in tali occasioni non era più del tutto certa di essere lei. Talvolta era lui. Talvolta annaspava, graffiava, correva. Poi improvvisamente tutto scompariva, come non fosse mai esistito. La pozza era calda e accogliente. E come lei pensava al prima, un giorno iniziò a pensare al dopo. Nell'improvvisa impressione dell'esistenza di un dopo capì che tutto era transitorio, sempre. Si agitò e spaventò improvvisamente quando le acque si mossero, forse si trovava in un oceano, ma no, la zona era troppo piccola e circoscritta per poter assomigliare ad un oceano. Qualcosa le disse però che gli oceani sono molti, mentre magari qualcuno un giorno le avrebbe detto che sono pochi, forse tre. Non seppe come reagire quando le acque si agitarono e si sentì trascinare in un baratro morbido e in fin dei conti piacevole. Mentre una forza sconosciuta la portava lontano dalla pozza, in un lampo ricordò tutto, chi era stata, quante volte e persino il perché. Questo la proiettò in uno stato di disperazione. Improvvisamente non volle andarsene di lì, ormai consapevole di ciò che la aspettava. Lei non lo sapeva, ma a breve avrebbe di nuovo scordato tutto. Solo il senso di terrore sarebbe rimasto, insieme al senso di solitudine che in quella oscura e comoda pozza non conosceva.



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Scrittura creativa scritta il 13/10/2011 - 16:47
Da Enrico AlienFive
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