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IL LADRO DEI SOGNI

Un’altra giornata sta per iniziare, come al solito sono in ritardo anche se ho passato una notte insonne ,perché oggi non sarà una giornata come le altre,oggi sarà il Mio giorno. Mi chiamo Alex ho quasi 45 anni e dopo una vita da lettore,circa 10 anni fa ho deciso di cimentarmi nella scrittura: è sempre stato il mio sogno nel cassetto scrivere un libro ma non riuscivo mai a trovare un’ispirazione,una trama che mi convincesse finchè anni fa l’ispirazione arrivò da sé e il libro si scrisse quasi da solo,non senza però sacrifici e interi mesi di solitudine e meditazione. In seguito ovviamente non sono mancati i rifiuti e l’indifferenza di tutte le case editrici a cui ho spedito il mio manoscritto tranne una,gli “editori riuniti logos” . Dopo circa un anno di silenzi e rifiuti,un giorno arriva la chiamata del signor Bianchi l’editore principale per comunicarmi di aver personalmente letto il mio lavoro e di averlo trovato molto interessante al punto di fissare un colloquio per una sicura pubblicazione. Quel giorno mi si aprì il mondo,ero la persona più felice della terra,il mio sogno si stava per realizzare e non stavo più nella pelle ma tenni la notizia per me,sono un uomo con i piedi per terra. Ed eccomi qua pronto per il colloquio del secolo! Arrivo di corsa nel suo ufficio e mi colpiscono subito il suo sorriso e la sua stretta di mano,forte e sicura. Sono agitatissimo, dentro di me c’è un terremoto che mi sta sconvolgendo le viscere e uno tsunami che mi devasta i neuroni ma cerco comunque di darmi un contegno e di apparire abbastanza calmo. Con gentilezza mi fa acomodare nel suo studio e parliamo per più di un’ora del mio libro,della trama,della psicologia dei personaggi e della strutturazione narrativa,ci manca solo qualche correzione grammaticale qua e là ma non sarà un problema,tempo una settimana e andrà in stampa e per il mese prossimo sarà in tutte le librerie. Non ci credo,è più forte di me, ma torno subito alla realtà quando mi fa firmare il contratto e allora tutto prende vita. La mia vita,stento a crederci,non sarà mai più quella di prima! Mi aspettano viaggi,incontri con i lettori,ospitate in tv, interviste,successo,soldi! E ‘ la realizzazione di un sogno. Più tardi torno a casa e passo la giornata al telefono con gli amici per dare la grande notizia e prendermi i dovuti riconoscimenti. Arrivo a sera stremato e cado molto presto in un sonno senza sogni. Al risveglio succede: oddio,dove sono? Non riconosco più la mia camera da letto,vedo solo una piantana con in cima una flebo e accanto un monitor che emette degli acuti bip bip. Ma cosa sta succedendo? Perché mi trovo in una stanza d’ospedale? La risposta arriva velocemente dopo l’ingresso frettoloso di una dottoressa,o è un’infermiera? Ora non riesco a distinguere il suo grado ma mi comunica molto dolcemente e con tatto che mi sono appena risvegliato da un coma durato 15 giorni a seguito di un tentativo di suicidio. Suicidio? Ma come? Stento a crederci! Non è possibile che dopo quello che mi è successo proprio ieri io abbia tentato di uccidermi. Poi,come un fulmine a ciel sereno arriva la presa di coscienza. Ora ricordo come sono andati i fatti, in realtà il colloquio c’è stato si,ma non per farmi firmare un contratto ma semplicemente per dirmi che il mio libro aveva una buona trama ma andava completamente riscritto,facendomi capire che non era per niente scritto bene,l’idea era buona ma non ho saputo crearla con le parole. Questo per me,in quel momento, fu un fatto gravissimo,dieci anni buttati via con l’illlusione di aver fatto un buon lavoro e invece non c’era più nulla di buono in me e non vedevo alcuna via d’uscita se non la morte. Ecco cosa successe, mi buttai dalla finestra del mio appartamento al terzo piano,così,senza pensarci,in un impeto di profonda tristezza ma non morii. Ora qui nel mio letto d’ospedale, prendo consapevolezza del mio gesto cercando una definizione per me stesso e ne trovo subito una molto adatta: sono un ladro,un ladro di sogni,il ladro dei miei sogni! Perché ora,a mente lucida, capisco quello che ho fatto,ho cercato di rubare la mia vita perché non ho ottenuto quello che volevo,perché non ho avuto la forza di rialzarmi da questo ennesimo insuccesso,perché sono un debole,perché sono solo un ladro del mio sogno.



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Opera scritta il 15/04/2016 - 17:26
Da simone vignola
Letta n.1181 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Ciao millina e grazie per il tuo commento.

simone vignola 16/04/2016 - 12:35

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Gran brutta esperienza descritta in questo racconto, anche se il protagonista ha investito troppo sul progetto tanto da restare schiacciato dall'insuccesso.
Ma ha preso consapevolezza e questo è un buon punto di partenza per riprovarci, magari con uno spirito più leggero.
Ciao Simone!

Millina Spina 16/04/2016 - 12:23

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