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IL VENTO DI FINE ESTATE

la spiaggia era animata da musica e chiacchiere, ma Jhon e Lisa, ci facevano poco caso, avevano altro a cui pensare mentre camminavano sulla riva tenendosi per mano. Di tanto in tanto si guardavano negli occhi o si fermavano a guardare il mare o il cielo, rischiarato di stelle. Si conoscevano da tanto, ma il loro amore era nato solo da poche ore, oppure erano loro ad essersene accorti solo allora.
Certi amori nascono così, all'improvviso come il fulmine, altri rimangono sopiti per anni, maturano nel silenzio e poi ti spiazzano con la forza di un uragano. E questo era successo a loro. Avevano passato l'estate insieme, come ogni anno, loro e altri amici, e proprio come succedeva ogni anno, in agosto avevano organizzato una festa per la fine dell'estate. Ma quell'anno era stato diverso, addirittura l'aria aveva un sapore diverso. Già nel pomeriggio, mentre aiutavano coi preparativi, c'era tra loro una corrente che li univa, ma nel tempo stesso li divideva. Ad un certo punto tutti indaffarati e concentrati com'erano su ciò che stavano facendo, non avevano prestato attenzione all'altro, scontrandosi ed inciampando in un bacio improvviso. Si erano staccati in fretta, un po' per l'imbarazzo e un po' per la confusione, e non si erano più parlati né visti, fino a che non cominciò la festa. Avevano bisogno di stare lontani, per poter capire come mai, quel lieve contatto gli avesse tanto stupiti e sconvolti, eppure non era stato che un momento.
Quando si rividero la festa era già cominciata, e il tramonto dipingeva il cielo di rosa, come in un dipinto dove sfumature rosse e arancio si mescolavano tra loro, mentre il sole scendendo nel mare incendiava il cielo e le rade nuvole avevano preso un colore rossastro quasi che fossero fatte di zucchero filato. E sotto un cielo così in un'atmosfera che sembrava quasi fatata, si misero a parlare, col vento che a tratti soffiava più forte, quasi volesse ricordare ad entrambi che l'autunno era alla porte. Ma le parole tra loro fluivano di continuo, come fossero state chiuse in qualche recesso della mente o del cuore, ed ora fossero uscite così, tutte insieme, a volte in frasi coerenti, a volte balbettate ed incoerenti, o appena sussurrate, confuse, quasi si rincorressero le une con le altre, come in un'ipotetica gara, eppure erano tenere ed impacciate, parole che facevano da cornice ad un amore che, dopo essere stato nascosto per lungo tempo ed ignorato, ora stava trovando il coraggio di mostrarsi ed uscire allo scoperto, malgrado la confusione che provavano dentro ed aleggiava fuori, poiché la festa era entrata nel vivo.
E per quanto cercassero di unirsi agli altri, ballando e ridendo, non era come prima, perché erano uniti e per quanto interagissero con gli altri era come se fossero in un altro mondo, il loro mondo, fatto di sguardi e sorrisi, di sogni e promesse.
Quando per loro la confusione divenne troppo forte, si guardarono negli occhi e di comune accordo si allontanarono lungo la riva. Il vento a tratti li raggiungeva a tratti si calmava, ormai l'estate stava per finire e le giornate si accorciavano anche se impercettibilmente e l'aria a poco a poco mutava, l'autunno sarebbe attivato fin troppo presto, ma loro non se ne curavano, tanto erano felici di essersi trovati. Camminavano scambiandosi baci e sogni sotto un cielo stellato che ormai era diventato nero. Sembrava fatto di velluto e le stelle erano diamanti, o forse quando ci si innamorava si vedeva tutto in modo diverso, come un sogno ad occhi aperti, ma il loro amore non apparteneva ai sogni, era reale e forte, forte perché era nato nel tempo e perché loro non avrebbero mai permesso che si distruggesse ai primi freddi. Mentre ritornavano, cominciarono a sentire i discorsi dei loro amici, che il vento portava a tratti, preoccupati per l'estate che stava finendo e per l'arrivo dell'autunno che li avrebbe riportati alla realtà, ma a loro quella fantomatica realtà non faceva paura, perché l'avrebbero affrontata insieme nel bene e nel male. Si fermarono, si sorrisero, si baciarono ancora e mano nella mano raggiunsero i loro amici.



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Opera scritta il 05/07/2016 - 11:16
Da Marirosa Tomaselli
Letta n.509 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Ho letto questo racconto breve, e romantico come sono non potevo non "viverlo". Non è la classica storia d'amore nata per caso, ma un'amicizia convertita in amore, con degli inserimenti poetici molto intensi e il simbolismo delle stagioni. Se è vero amore...non sarà mai "Inverno". Complimenti davvero, hai una elevata predisposizione per il genere "romance" si nota moltissimo, vivi di queste cose. Ti svelo un segreto: Fai bene!

Giuseppe Scilipoti 06/01/2017 - 15:46

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Racconto molto romantico, mi è piaciuto molto. Hai ragione esistono due tipi di innamoramenti: quello immediato e quello che nasce da una lunga amicizia. Anche secondo me il secondo è spesso più duraturo
Un abbraccio
Nadia
5*

Nadia Sonzini 06/07/2016 - 22:25

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